Germania choc: l’alternativa alle lezioni “gender” è il carcere

Genitori in carcere perché la figlia che va alle elementari ha saltato due volte i corsi di educazione sessuale. Succede in Germania, dove la materia prevede spiegazioni su tutti (ma proprio tutti) i tipi di pratica sessuale e non contempla, invece, le distinzioni tra i generi, essendo improntata all’ideologia gender.

Una questione di libertà

In Italia la notizia è rimbalzata solo sui giornali di estrazione cattolica, primi fra tutti il settimanale Tempi e Avvenire, e alcuni blog, come se si trattasse di una questione confessionale e non, come effettivamente è, di una vicenda che riguarda le libertà, prima fra tutte quella di scegliere i valori in base a cui educare i propri figli.

«Uno scandalo gigantesco»

A portare alla ribalta questo «scandalo gigantesco», come l’ha definito Mathias Ebert, fondatore dell’associazione “Genitori preoccupati”, intervistato da Tempi, è stata la famiglia Martens di Eslohe, composta da due genitori 37enni e nove figli. L’anno scorso era stato arrestato Eugen, il padre. Questa volta la polizia si è presentata per mamma Luise, che prima si era salvata per il solo fatto di essere incinta. Ora l’agente mandato a eseguire gli arresti non l’ha «prelevata con la forza come dovrei» per il fatto che sta ancora allattando l’ultima figlia, ma si è detto certo che «l’ufficio del procuratore farà applicare la decisione del giudice».

In carcere per difendere i diritti

La legge tedesca prevede che la scuola possa denunciare i genitori nel caso in cui un bambino salti delle lezioni. I genitori possono fare ammenda pagando una multa di 30 euro oppure finendo in carcere. Molti preferiscono pagare. Altri, come i Martens, ne fanno una questione di principio e una battaglia per i diritti primari. Le pene possono arrivare fino a 40 giorni, ha spiegato ancora Ebert, riferendo poi il caso di sei bambini di Borken che sono stati così turbati da una lezione da svenire in classe. Altre fonti, come l’Alliance Defense found, parlano di almeno 53 genitori condannati alla reclusione.

Anche l’Italia attua l’Agenda gender

Il via libero a queste pratiche “didattiche” è arrivato dall’Oms, in attuazione di quella Agenda gender che molti altri Paesi hanno deciso di adottare, introducendola fin dai primi anni di scuola. Un percorso che anche in Italia è a uno stadio piuttosto avanzato se, come emerso in questi giorni, un asilo della Capitale ha messo in programma libricini che propugnano l’ideologia gender, come quello su due mamme che concepiscono una figlia.