Eccone un’altra: “Vergognatevi, gli immigrati in Italia sono pochi”

Vietato protestare. Vietato manifestare un disagio per la presenza degli immigrati. Vietato chiedere sicurezza all’indomani di aggressioni o furti. Una certa politica ha già scritto sulla lavagna i nomi dei buoni e dei cattivi. E sotto accusa finiscono le famiglie italiane, che sono insensibili, senz’anima e anche razziste. Dopo la Boldrini è la volta dell’Unhcr (Alto commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati), di cui la stessa presidente della Camera è stata a lungo portavoce, a scendere in campo per stangare tutti coloro che, non solo nel quartiere romano di Tor Sapienza ma in ogni città, osano urlare la loro rabbia per la presenza degli extracomunitari.

La strategia delle parole zeppe di demagogia

La tesi dell’Unhcr (fotocopia della tesi della Boldrini): supportare con strategie mirate tutti quei Comuni e quartieri nei quali si trovano centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, inclusi quelli per minori non accompagnati contribuisce “a sviluppare dialogo, convivenza e sviluppo”. Riecco le parole-chiave: dialogo e convivenza. Due parole che servono a criminalizzare i residenti, incapaci di avere un rapporto sereno con gli immigrati, senza neppure prendere in considerazione i motivi della loro protesta.

Invece di diminuire le presenze, bisogna aumentarle

“Roma in particolare deve fare da esempio e potrebbe essere capitale dell’accoglienza; un’opportunità per una città dove si calcola risiedano circa 3mila rifugiati su una popolazione di tre milioni di abitanti”, fa notare l’Unhcr che considera “inaccettabili le manifestazioni di intolleranza nei confronti dei rifugiati”. E snocciola alcuni numeri: i rifugiati in Italia – ricorda – sono 78.000, negli altri Stati europei sono di più. Numeri che non tengono conto della realtà, visto che gli arrivi massicci sulle nostre coste non trovano sosta e che spesso si hanno molti dubbi sul fatto che nei centri di accoglienza ci siano davvero perseguitati dalla guerra.

 La sentenza: le proteste sono vergognose

“Alimentare consapevolmente la percezione errata che i rifugiati godano di privilegi e indicarli come causa di disagio per i cittadini italiani è pericoloso poiché – secondo l’Unhcr – falsifica la realtà e fomenta una tensione sociale di difficile gestione”. L’Agenzia Onu per i rifugiati ritiene “vergognoso” che “si strumentalizzi il disagio dei cittadini forzando un conflitto con persone vulnerabili come i rifugiati e facendone capri espiatori”. La chicca finale: “Ci appelliamo alle istituzioni italiane, affinché continuino a garantire appieno il diritto alla protezione e all’accoglienza dei rifugiati”.