C’è la parola “negro” in un documento dell’esercito Usa: è bufera

Il termine “negro” può essere usato. Almeno nell’esercito americano. La parola, scomparsa dal gergo negli anni ’60 perché ritenuta offensiva, è comparsa in un documento pubblicato dall’esercito, “Army Command Policy”, sugli aggiornamenti relativi alle procedure di comando. Nella revisione, “negro” è rimasto. E così, la clausola AR 600-20, della sezione 6-2, stabilisce che è un termine accettabile per definire «una persona con origini da uno dei gruppi razziali neri dell’Africa». La stessa clausola, nell’ambito della politica dell’esercito americano sulle pari opportunità – precisa che «si può usare anche il termine “haitiano” quando ci si riferisce a un nero o a un afro-americano«. Ma la scelta di mantenere il termine ha scatenato la polemica su Twitter. «Un passo indietro per l’intera umanità»; «L’orologio è tornato indietro di un’ora, non di un secolo», sono alcuni dei commenti. L’esercito però si difende: «La parola “negro” è stata probabilmente mantenuta perché un soldato afroamericano preferisce essere definito in quel modo», ha detto alla Cnn un portavoce. Secca la replica di un alto ufficiale militare: «È la spiegazione più stupida che abbia mai sentito», ha detto, sostenendo che il Pentagono non utilizza parole simili nella raccolta di dati sui militari o sul personale. Il senatore neoeletto del South Carolina, il repubblicano nero Tim Scott, ha fatto sapere che chiederà spiegazioni. Anche se “negro” fu usato dallo stesso Martin Luther King Jr. nel suo celebre discorso “I have a dream” del 1963, il termine è andato lentamente scomparendo nel linguaggio comune, dai documenti ufficiali e dal movimento dei Diritti civili.

Il precedente che discriminava le soldatesse afroamericane

Tuttavia, l’ufficio per il censimento Usa, continua ad usare la parola “negro” sui moduli, insieme a “bianco” e “afroamericano”, sostenendo che molti neri della vecchia generazione preferiscono essere definiti con quel termine. A seguito delle polemiche, i militari hanno cercato di correre ai ripari e, in un comunicato, sostengono che le definizioni razziali nel documento sono «obsolete, al momento in fase di revisione e saranno aggiornate a breve». L’esercito ha quindi rilasciato un comunicato in cui dichiara di aver tolto la parola “negro” dal documento. Con tante di scuse a chiunque sia stato offeso. Non è la prima volta che l’esercito Usa viene criticato per scelte giudicate razziste. Poco tempo fa, il dipartimento della Difesa Usa era stato costretto a fare marcia indietro sulle restrizioni imposte alle acconciature delle soldatesse, dopo le critiche soprattutto fra le donne nere in uniforme. Le regole erano state definite razziste perché vietavano particolari acconciature popolari fra le afro-americane, quali le treccine, i capelli annodati a corda, le scriminature a zig-zag.