Sul Big Bang papa Francesco si riconcilia anche con gli evoluzionisti…

Papa Francesco tenta un’altra sintesi ardita: non più contrapposizione tra creazionismo ed evoluzionismo ma conciliazione tra due modi di pensiero nel nome dell’ambizioso progetto che questo pontefice sta portando avanti e cioè la convivenza rispettosa tra laicismo e cattolicesimo.

Il mondo non è opera del caos

Possibile? Ecco cosa ha detto il papa sulla teoria del Big-Bang parlando agli scienziati della Pontificia Accademia delle Scienze. “L’inizio del mondo non è opera del caos  che deve a un altro la sua origine, ma deriva direttamente da un Principio supremo che crea per amore. Il Big-Bang, che oggi si pone all’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono”. E le creature, sottolinea il Papa, si evolvono secondo le leggi interne che Dio ha dato ad ognuno “perché si sviluppassero, perché arrivassero alla propria pienezza”.

Il pensiero di Teilhard de Chardin

Senza entrare nel merito delle teorie di Darwin, papa Francesco ha in qualche modo richiamato, senza citarlo, il controverso pensiero dello scienziato e teologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin. Un pensiero in parte già “recuperato” da Paolo VI e da Benedetto XVI e secondo il quale l’evoluzione non è concetto inconciliabile con la fede nell’atto originario della Creazione: si tratta però di un processo non governato dal caso ma dal disegno divino ordinato “in una progressione di forme sempre più complesse e perfezionate, che include anche l’anima umana”.

Il cosmo tende alla perfezione

Teorie del resto non nuove nella speculazione filosofica legata all’idea di Creazione: quest’ultima è atto fondativo (la materia non è dunque eterna) ma che dà il via alla tensione del cosmo verso un’armonia possibile, verso quella perfezione, che è poi Dio stesso. Una tensione che è appunto “evoluzione”. Tali le riflessioni, anche, di filosofi medievali come Giovanni Duns Scoto e di tutti quei pensatori che, non potendo ancora confrontarsi con il signor Darwin, cercavano di inglobare nella teologia cristiana l’idea platonica (e pagana) dell’anima del mondo.