PAGINE DI STORIA/ 80 anni fa nasceva il carcere più spietato (e famoso) del mondo: Alcatraz

Quello che accadde ottant’anni fa nella baia di San Francisco è l’esempio di come spesso la realtà superi di gran lunga la fantasia. Sì, perché l’11 agosto del 1934 il governo degli Stati Uniti istituì sull’isola di Alcatraz un carcere federale di massima sicurezza, subito soprannominato dal popolo “The rock” (perché l’isola è rocciosa o “The bastion”, con riferimento alla fortezza del carcere. In realtà, già l’anno precedente la fortezza era diventato un carcere militare, ma solo nel 1934 ebbe la destinazione che la rese famosa. Alcatraz, l’isola di fronte dalla costa dei barbari, deve il suo nome dal portoghese e dallo spagnolo, che con un vocabolo simile individuano il pellicano, di cui l’isola è ricca. Insieme con il west e le guerre mondiali, la prigione di Alcatraz è uno dei luoghi che maggiormente ha influenzato l’immaginario collettivo, aiutato in questo anche da Hollywood, che vi ha ambientato moltissimi film, alcuni dei quali dei veri capolavori. Come “L’uomo di Alcatraz” (Birdman of Alcatraz), girato da John Frankenheimar nel 1962, ossia a carcere ancora aperto (lo chiuse l’allora procuratore Bob Kennedy nel marzo del 1963, ndr) basandosi su una storia vera, quella di Robert Stroud, in carcere per omicidio, e che in carcere uccise un secondino perché gli era stato impedito di ricevere visite, compresa quella della madre. Il personaggio, nel film, è interpretato magistralmente da Burt Lancaster, artista da sempre sensibile ai temi sociali, e racconta la vicenda umana di questo detenuto in perenne isolamento che per superare la solitudine alleva dapprima un passero e poi dei canarini, diventando nel corso degli anni un ornitologo di fama mondiale. Le autorità tentarono senza riuscirsi di impedire l’uscita del film, che era un vero e proprio atto d’accusa verso il sistema carcerario americano, brutale e punitivo. Fatto sta che il carcere fu chiuso un anno dopo l’uscita del film, ma in verità i costi per portare tutto sull’isola, compresa l’acqua, erano diventati davvero proibitivi. Ovviamente fu fatto notare che il vero Stroud era un personaggio ben diverso da quello rappresentato nel film, il mite Burt Lancaster, e non stentiamo a crederlo, perché Alcatraz era un cercare speciale, dove venivano mandati gli elementi più pericolosi e quelli che avevano già tentato la fuga. E questo è un altro tema importante, perché malgrado fosse considerato pressoché impossibile fuggire dall’isola, anche perché il mare era infestato da squali e le acque molto fredde, si registrarono alcuni spettacolari tentativi di evasione – ripresi da Hollywood – e forse anche qualche evasione riuscita, perché la polizia negò sempre questa possibilità. La più famosa fu la prima, nel 1937, quando due detenuti, dopo aver allargato le sbarre della cella, approfittando della fitta nebbia serale, nuotarono fino a San Francisco, e di loro non si ebbero più notizia. Fino al 1941, quando un giornalista raccontò di aver incontrato uno dei due in Sudamerica. Ma la cosa è sempre rimasta avvolta non solo nella nebbia ma soprattutto nel mistero. Nel 1939 vi fu un altro tentativo, registrato in “L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz” (del 1995, di Marc Rocco e con Kevin Bacon), finito male perché una volta sulla spiaggia uno degli ergastolani ammise di non saper nuotare… Un’altra evasione, stavolta a quanto pare riuscita, è quella del 1962, raccontata da Clint Eastwood e Don Siegel in “Fuga da Alcatraz” (1979) quando alcuni detenuti dopo aver scavato una galleria servendosi esclusivamente di un cucchiaio, fuggirono attraverso l’impianto di ventilazione e poi su una zattera. Nelle celle lasciarono dei manichini. E non è un’escamotage cinematografico, ma la realtà. Così come è vero che uno di loro non riuscì a fuggire perché risultò più grosso del buco che aveva costruito… Anche di loro non si ebbe mai più alcuna notizia. Le altre evasioni si conclusero o con l’uccisione o con la cattura degli evasi. Una curiosità: per girare “Fuga da Alcatraz” si dovette ricostituire la rete elettrica per 15 miglia, nonché ristrutturare l’edificio. Alla fine, i miglioramenti furono lasciati e oggi l’isola ospita un museo per i turisti.