Volontariato: una miniera di risorse al servizio di un’Italia che invecchia

Circa un italiano su otto fa volontariato in Italia. Un esercito di 6,63 milioni di persone che svolge attività gratuite a beneficio di altri o della comunità. Lo rileva l’Istat, nella prima indagine sul lavoro volontario, frutto di una convenzione stipulata fra l’istituto, la rete dei Centri di servizio per il volontariato e la Fondazione volontariato e partecipazione. La maggior parte svolge la propria attività “solidale” in un gruppo o in un’organizzazione (4,14 milioni), ma una bella fetta di italiani – circa tre milioni – è impegnata per conto proprio, in maniera non organizzata. A livello territoriale nel Nord-est si registra il tasso di volontariato totale più elevato (16%), con un primato netto del Trentino Alto-Adige (21,8%). Seguono Nord-ovest (13,9%) e Centro (13,4%). Il Sud si contraddistingue per livelli di partecipazione sensibilmente più bassi (8,6) con una diffusione addirittura dimezzata rispetto al Nord-est. Gli uomini risultano più attivi rispetto alle donne (13,3% contro 11,9%), ma il divario è dovuto unicamente a una più consistente presenza di uomini nello svolgimento di attività organizzate (8,8% contro 7%). Non si registrano, invece, significative differenze di genere nel tasso di volontariato individuale. La percentuale di volontari è maggiore nelle classi di età centrali della popolazione: il tasso di volontariato totale cresce, infatti, con l’età, sino a toccare il massimo nella classe 55-64 anni (15,9%), per poi scendere dopo i 65 anni. Ancora più evidente è la relazione diretta dell’impegno volontario con il titolo di studio: la percentuale di chi presta attività volontarie è minima tra coloro che hanno la licenza elementare o nessun titolo (6,1%) e massima tra i laureati (22,1%). L’impegno medio di ciascun volontario è di 19 ore. La maggiore disponibilità di tempo libero spinge verso l’alto l’intensità dell’impegno in attività volontarie sia delle casalinghe sia dei pensionati (rispettivamente 20,7 e 25,9 ore in media a testa). Quanto ai campi di intervento, il 23,2% dei volontari è attivo in gruppi-organizzazioni con finalità religiose, il 17,4% in attività ricreative e culturali, il 16,4% nel settore sanitario, il 14,2% nell’assistenza sociale e protezione civile, l’ 8,9% nelle attività sportive, il 3,4% in attività relative all’ambiente e il 3,1% nell’istruzione e ricerca.