Appello dei genitori al Miur: il prossimo anno stop ai programmi basati sull’ideologia gender

Gli esami sono finiti e le vacanze stanno per cominciare ma la scuola italiana è sempre in fermento, e sempre di più diventa crocevia di problemi insoluti. C’è un pressing insistente delle associazioni Lgbt perché a settembre venga ripreso nelle scuole italiane il programma di contrasto all’omofobia attraverso lo strumento della “Strategia Nazionale”, già al centro di polemiche nel corso della stagione scolastica appena conclusa. Si tratta di un documento che rimanda alla teoria secondo cui l’identità sessuata maschile e femminile è irrilevante. Le associazioni dei genitori (Age) hanno espresso preoccupazione per l’atteggiamento del ministro Giannini che avrebbe assicurato il proprio impegno per far riprendere un programma già bloccato di educazione sessuale fondato sull’ideologia gender.

L’anno scolastico che si è appena chiuso, infatti, ha già conosciuto discussioni su iniziative poco gradite alle famiglie: dalle favole gay negli asili ai consigli di lettura nelle scuole superiori di titoli (è il caso del romanzo “Sei come sei” di Melania Mazzucco che non è piaciuto a un gruppo di genitori del liceo Giulio Cesare). Sul punto occorre dal ministero una parola chiara, in modo che non si possa poi tra le maglie della burocrazia e delle circolari omissive reintrodurre la propaganda omosex. Il fatto grave è che le famiglie vengono completamente tagliate fuori da queste scelte e questo è particolarmente grave soprattutto quando si parla di asili e scuole elementari, dove nessuna forma di “indottrinamento” soft deve essere consentito data la vulnerabilità dei bambini in quella fascia d’età. È auspicabile dunque che il ministro risponda anche alle sollecitazioni delle associazioni anti-gender che rivendicato il diritto all’educazione dei figli e si oppongono a una cultura che fa apparire ormai come minoritaria e trasgressiva la famiglia tradizionale.