Il Papa e gli zingari: «Rubano sul bus? Forse è vero, ma non vanno disprezzati»

«Spesso gli zingari si trovano ai margini della società, e a volte sono visti con ostilità e sospetto – io ricordo tante volte, qui a Roma, quando salivano sul bus alcuni zingari, l’autista diceva: “Attenti ai portafogli”! Questo è disprezzo. Forse sarà vero, ma è disprezzo…». Le parole pronunciate da Papa Bergoglio nella sala Clementina all’incontro sulla «Chiesa e gli zingari» sono rimbalzate in poche ore sul web, sollevando una articolata serie di reazioni. Paradossale, però, che tra i più risentiti ci siano state proprie le comunità rom. La vicepresidente Djana Pavlovic della “Federazione Rom e Sinti Insieme” ha chiesto al Papa «di non utilizzare il termine zingari: nessun dubbio, è ovvio, sulla volontà di usare questa parola con un’accezione positiva, ma noi preferiamo essere chiamati Rom». Sui Social network si è invece scatenata l’ira di chi prende tutti i giorni i mezzi pubblici nella Capitale e del borseggio di zingarelli e dei loro genitori è rimasto vittima. «Se li portasse in Vaticano», è il commento più ripetuto, in diverse forme e con diverse sfumature, più o meno coloriti. Tra i tweet più salaci: «Quando ero sul bus e salivano gli zingari il guidatore diceva di stare attenti al portafogli”. A Roma i preti sono visti malissimo». Mentre altri puntualizzano con sano pragmatismo: «In realtà i romani non ce l’hanno con gli zingari ma con i ladri…». Non manca poi chi ricorre all’ennesimo parallelo con la presidente della Camera, che dei diritti dei migranti e dei rom ha fatto il punto fermo della sua attività politica. «Non bastava la Boldrini ora ci si mette pure il Papa». Sulla Rete ha invece avuto però meno risalto il resto dell’intervento di Papa Francesco: «Sappiamo che è una realtà complessa – ha detto ai partecipanti – ma certo anche il popolo zingaro è chiamato a contribuire al bene comune, e questo è possibile con adeguati itinerari di corresponsabilità, nell’osservanza dei doveri e nella promozione dei diritti di ciascuno». Come per ricordare ai rom: cominciate, intanto, a rispettare le leggi.