Blu, le mille bolle blu che volano… tra spread e “fondamentali”

Bbbluu… le mille bolle blu… bbluu le mille bolle blu… ma che fine hanno fatto i «fondamentali» dell’economia? Si, i mitici fondamentali. Qualcuno se ne ricorda? Ancor prima del famigerato e famosissimo spread che ci ha tolto il sonno in questi ultimi anni, furono proprio loro, i «fondamentali» dell’economia, a dettare l’agenda politica nazionale. ValterEgo Veltroni, in quella che, nel 2008,  fu la lotta contro Berlusconi, mai nominato, ma individuato come «il nostro principale competitore» se ne intestò la ragione.Interviste, interventi, articoli. Si deve proprio a lui, proprio al primo segretario del Pd, il profluvio, l’allarme quotidiano che, da tv e giornali, piovve addosso al popolo sempre sovrano che da li a poco avrebbe dovuto recarsi alle urne.  Certo, il risultato non fu granché se si considera che il Cavaliere a quelle elezioni trionfò, ma la strada era stata tracciata. E ciò che non era andato bene allora, si sarebbe mostrato assai più redditizio tre anni dopo. Bbluu, le mille bolle bbluu che volano, che volano… Fu così che improvvisamente nell’etere apparve e prese corpo la leggenda dello spread, il differenziale tra i titoli di stato nostrani e quelli dei crucchi. E fu così che le giornate degli italiani furono scandite dal suo vertiginoso e costante impennarsi. Trecento… trecentocinquanta… quattrocento… quattrocentottanta, cinquecentodieci… Bbluu le mille bolle blu che danzano… Alla fine Berlusconi, pur intuendo che qualcosa non quadrava e sfranto dalle lotte intestine alla sua stessa coalizione, gettò la spugna. Come sia andata la faccenda lo sappiamo bene. E quel che non sapevamo ce lo ha recentemente descritto in maniera sobria , ma efficace l’ex segretario all’economia Usa Tim Geithner.  Oggi, che il Pil è in calo, che la Borsa crolla frantumando miliardi, che le fabbriche chiudono, che le banche negano credito, che la produzione langue, che la disoccupazione mai è stata così alta, nessuno, ma proprio nessuno pensa ai «fondamentali» dell’economia. E non c’è nessuno, manco a pagarlo, che si preoccupi dello spread. Anche se  ha cominciato a salire di nuovo. In compenso tutti, ma proprio tutti, pendono sognanti dalle labbra del giovane Matteo Renzi. Le cui promesse non saranno già Vangelo, ma tanto piacciono. E ancora confortano. Come fossero loro, le mille bolle blu… Blu le mille bolle blu… che danzano…