Un prof si oppone al controllo antidroga in classe: ecco a chi è in mano la scuola

Affidereste l’educazione dei vostri figli a un professore esagitato che rimuove direttamente il crocifisso dell’aula durante la lezione? A meno di non essere della sua stessa pasta, crediamo che un genitore di buon senso auspicherebbe l’allontanamento dall’insegnamento di un simile soggetto. Il protagonista di questa poco edificante storia è un insegnante di Terni, il quale non subì alcuna sanzione per aver platealmente sottratto dall’aula il simbolo per eccellenza della religione cristiana in una giornata di delirante fanatismo di cinque anni fa. Mai sazio di bravate, lo scalmanato insegnante ne ha combinato in questi giorni un’altra delle sue: ha impedito alla polizia di entrare in classe durante un controllo antidroga che aveva riguardato vari istituti della città. Pare che questa volta  il l’irrequieto professore sia però destinato a passare qualche guaio, essendo stato  aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Staremo  a vedere.

L’episodio si è verificato nel corso dell’operazione svolta dalla Questura, anche con un’unità cinofila, all’interno di quattro scuole superiori cittadini: il docente, dopo avere saputo che la polizia era stata autorizzata dal dirigente scolastico ad entrare e perquisire i locali, si è opposto all’interruzione dell’attività didattica nella propria classe, riuscendo ad ottenerne l’allontanamento degli agenti dall’aula. «L’educazione e la didattica – è lo sconclusionato ragionamento del docente  – non si devono appiattire per colpa di un evento repressivo che non ha logica. La mia battaglia di oggi, che va distinta da quella del crocifisso, è per gli spazi liberi e l’educazione. Attendo di conoscere le contestazioni che mi vengono rivolte e poi risponderò». Indovinate chi si è schierato a fianco del fanatico prof ? I Cobas, che dicono «no alla polizia a scuola», in quanto «le scuole non sono caserme». In questa vicenda poco edificante (ma a suo modo esemplare) sono contenuti molti dei tanti perché della crisi della scuola italiana,