Rivoluzione tra i banchi. Dal 2014 studenti e prof scriveranno i nuovi libri di testo. Digitali e meno costosi

Libri scolastici digitali prodotti in classe da studenti e prof per sostituire i vecchi testi obbligatori, costosi e obsoleti? Per ora la proposta «per una nuova generazione di testi (contenuta in una circolare del ministero dell’Istruzione)  è un progetto pilota adottato da alcune scuole all’avanguardia, ma dal prossimo anno scolastico potrebbe diventare una realtà diffusa. È una rivoluzione dal basso, partita dall’istituto tecnico Majorana di Brindisi che ha sperimentato la formula “Book in progress” e oggi è diventato capofila di una rete capillare di oltre 150 scuola. Dal 2009 insegnanti e ragazzi producono in proprio, in classe, i testi da utilizzare durante le lezioni sia in formato cartaceo che digitale. Una formula vincente per sperimentare nuovi contenuti e linguaggi per una didattica alternativa capace di combattere la dispersione scolastica e possa stimolare allo studio la nuova generazione dei nativi digitali. Studenti pigri e annoiati potrebbero trasformarsi in eccellenti autori e scrittori in erba. L’obiettivo del ministero di viale Trastevere che ha adottato il progetto è quello di «favorire la promozione della cultura digitale attraverso l’elaborazione di una nuova generazione di libri scolastici funzionali alla collaborazione  fra docenti e studenti». Insomma le nuove tecnologie al servizio della didattica, non solo per incentivare la partecipazione degli studenti e le sinergie con i prof, ma anche per ampliare il mercato e combattere il monopolio delle case editrici che riciclano ogni anno gli stessi libri di testo, zeppi di errori e scarsamente aggiornati. Ricerca e innovazione sono le parole d’ordine della nuova stagione,  che a partire dal prossimo anno scolastico cambierà anche i metodi di insegnamento e di apprendimento. In sostanza studenti e insegnanti produrranno i nuovi libri che potranno essere adottati senza i vincoli temporali del passato. Un’ulteriore novità della circolare ministeriale, infatti,  è l’abolizione del vincolo temporale fissato in cinque anni per la scuola primaria e in sei per la secondaria di primo e secondo grado. Da non sottovalutare anche l’aspetto economico, book in progress consentirà un notevole risparmio per le famiglie, il tetto di spesa infatti verrà ridotto del 10 per cento in caso di adozione di nuovi testi in forma “mista”, cartacea e digitale, ma potrà salire al 30 per cento nel caso di libri digitali con contenuti integrativi.