A Carnevale, nel circolo radical-chic dell’Arci, va in scena lo sberleffo dei goliardi di sinistra ai due marò

La location è una vecchia stazione ferroviaria con tanto di vagoni in cui sedersi a bere e a mangiare. E’ qui, a Taneto di Gattatico, una ventina di chilometri a est di Parma, nel cuore dell’Emilia, che è andato in scena qualche giorno fa l’ultimo, miserabile, attacco politico contro i marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre da due anni detenuti in India in attesa di un processo che non vede luce.
L’occasione è stato lo spettacolo di Carnevale che il circolo “Fuori Orario” dell’Arci, l’associazione tenacemente voluta nel 1957 dall’ex-Pci nel solco della Resistenza e per riunire una federazione di circoli, case del popolo e società mutualistiche che si riconoscevano nei valori della sinistra, ha organizzato nella sua sede: quella ex-stazione ferroviaria di Taneto di Gattatico, appunto nella quale, grazie agli inumerevoli vantaggi fiscali riconosciuti all’Arci, il circolo “Fuori Porta” fa ristorazione, spettacoli ed eventi facendo concorrenza a ristoranti, bar, sale concerti e discoteche.
La serata, una delle tantissime che il circolo organizza, prevedeva, appunto, una sfilata in maschera sul palco con premio finale. E il premio, manco a dirlo, è andato a due ragazzi che, cappello da marinaio in testa, camicia e pantaloni bianchi e saluto militare d’ordinanza, facevano il verso ai due marò con un cartello al collo con la scritta “che due marò!!” e due palle gigantesche legate alla cintura. Un messaggio inequivocabile che ha scatenato il putiferio sulla Rete suggerendo ai responsabili del circolo di rimuovere velocemente dai social network la foto della mascherata. Non senza aver gridato alla lesa libertà di satira che, secondo l’Arci «non gode di ottima salute nel nostro Paese».
Sfugge certamente ai responsabili del “Fuori Orario” la portata politica della vicenda giustamente collocata all’interno di un circolo Arci che si richiama ai valori della sinistra. Soprattutto in un momento così delicato in cui si stanno facendo tutti gli sforzi possibili per far comprendere all’India e alla comunità internazionale che l’Italia, e tutti gli italiani, prendono molto suo serio il dramma dei marò e delle loro famiglia e stanno tentando di coinvolgere le istituzioni internazionali, Onu, Tribunale del mare di Amburgo, Nato e Ue.
«Ai circoli Arci non basta beneficiare di discutibili vantaggi fiscali per propagandare idee di sinistra – annota Riccardo Ghezzi, direttore del quotidiano online Qelsi che ha sollevato il caso – a volte si spingono a scimmiottare i centri sociali». Sul sito del circolo arcifuori.it, in effetti, l’elenco delle feste, dei concerti, degli eventi di ogni genere è sterminato manco fosse il Billionaire di Briatore. Con la discutibile differenza che l’Arci si richiama E nella pagina delle Faq, le domande frequenti, c’è scritto chiaramente come funziona il circolo: c’è la consumazione obbligatoria di 12 euro. In pratica, consumi o no, paghi lo stesso prima di uscire. In cambio, oltre al drink, ci sono tutta una serie di servizi: i parcheggio, il concerto, il ballo «su tre diverse piste con tre diversi Dj». E per chi vuole cenare all’interno del circolo? Non c’è problema, basta  prenotare «perché non sempre si trova posto», spiegano i gestori sul loro sito dettagliando che ci sono due turni, come nei “veri” ristoranti: alle 20 e alle 23. Il menù è sterminato e da veri gourmet dal palato sensibile: dalla Fiorentina di puledro con contorno, acqua, amaro e caffè a 30 euro a persona al risotto zafferano e scampi, capesante grigliate con speck e crema di pisellini, tutto innaffiato da Muller Thurgau, dalla Tartare di Bufalo con misticanza ai raviolini in pasta integrale con peperoni dolci e gorgonzola. Insomma, la solita storia: rivoluzionari sì, ma con la panza piena.