A 60 anni dalla battaglia di Montecassino si parli anche delle donne stuprate dai marocchini

«La lezione principale che viene dalla terribile storia di Cassino, è quella della ferocia e spesso della innegabile irrazionalità della guerra». Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando a Cassino alla commemorazione del 70° anniversario della distruzione della città. «Soprattutto – ha aggiunto – non deve mai oscurarsi il senso della riconoscenza di noi italiani per i combattenti delle più diverse provenienze ed etnie che sotto le bandiere alleate furono impegnati per mesi nelle condizioni più ingrate nell’azione per superare la linea Gustav e aprire la strada alla liberazione di Roma». Il presidente Napolitano ha però aggiunto che ora bisogna «guardare avanti, non dimenticando mai la lezione: basta con le guerre, mai più guerre ciecamente concepite e ciecamente distruttrici». «Rammento le prime visite a Roma dopo la liberazione della Capitale. Non c’erano collegamenti ferroviari, trovai ospitalità su un camion da Napoli a Roma. Fu impressionante, per me, l’immagine delle macerie dell’ Abbazia», ha aggiunto. L’abbazia e la città di Cassino furono letteralmente rase al suolo dai nostri alleati anglo-americani che scaricarono incessantemente migliaia di tonnellate sul monumento della cristianità. E senza alcun bisogno, perché intanto si sarebbe potuto aggirare il monte, e poi perché soprattutto nell’abbazia non c’erano tedeschi: l’unico, anziano, frate che c’era lo misero in salvo proprio gli uomini della Wermacht. E in ogni caso anche questa commemorazione è stata incompleta, a voler usare un eufemismo. Si è infatti tralasciato l’altro aspetto, il più grave, legato alla “liberazione” dell’Italia, come ha sottolineato Ignazio La Russa: «Bene ha fatto bene il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad onorare a sessant’anni da quella tragica battaglia, gli eserciti che si batterono a Montecassino. Ritengo per giusto, anzi doveroso, anche il ricordo delle vittime di stupri, donne e bambini, ad opera dei goumier, le truppe marocchine sotto comando francese. La storia ha riconosciuto quella pagina oscura e grave. Se si ricordano i settant’anni della battaglia di Montecassino non si può omettere l’altra faccia di quella vicenda», ha detto. Quella tragedia e quelle violenze inaudite delle truppe d’invasione contro la popolazione civile italiana furono immortalate nel film del 1960 “La ciociara” di Vittorio De Sica, con Sofia Loren.