Ottant’anni fa moriva lo storico farmacista che sfidò la Coca Cola inventando la Pepsi…

Che cosa avevano in comune Caleb Bradham (morto il 19 febbraio di ottant’anni fa) e John Pemberton? I loro nomi non diranno molto, ma entrambi erano americani, il primo del Nord il secondo del Sud, entrambi erano farmacisti, ed entrambi i loro nomi sono stati oscurati da quelli delle loro creazioni: la Pepsi-Cola e la Coca-Cola. Si penserà che il fatto di essere dei farmacisti, ossia dei chimici, li abbia aiutato nelle loro geniali invenzioni. In parte, ma il fatto che aguzzò loro l’ingegno fu la circostanza, sconosciuta oggi, che nell’Ottocento quasi tutti i farmacisti avevano annesso un chiosco in cui si vendevano bibite. Creare una nuova bevanda, insomma, ubbidiva anche al comandamento americano di fare soldi ed essere felici. A Pemberton poi lo aiutò sicuramente il fatto che la Georgia varò  una legge contro gli alcolici, e poiché la bevanda da lui inventata, “Vino di coca francese”, lo era, ecco che frettolosamente dovette creare una bibita analcolica. Era il 1886, e all’inizio la Coca-Cola era spacciata come un antidepressivo. Quello che segue è storia nota. Interessante notare che dapprincipio sia la Coca sia la Pepsi, nata però dodici anni dopo, erano confezionate in forma di sciroppo. Bradham era della Nord Carolina, dove si laureò e aprì la sua farmacia, in una cittadina chiamata New Bern. Lui offriva ai suoi clienti questa bibita, chiamata “bevanda di Brad”, che era composta da estratto di noce di cola, vaniglia, zucchero e non meglio precisati olii rari. Bradham sosteneva che favorisse la digestione, per questo in seguito la chiamò Pepsi, dall’enzima pepsina, che però nella bevanda non c’è. Il primo ad assaggiare questo nuovo composto fu il suo assistente di farmacia, James Henry King. La Pepsi-Cola ebbe subito successo, e nel 1923 si era già diffusa in 24 Stati. Purtroppo, però, in quell’anno Bradham fallì a causa di un aumento spropositato dei prezzi dello zucchero. La Pepsi fu acquistata dalla Crave company che la rilanciò e nel 1931 da Charles G. Guth, il quale la offrì persino in vendita alla Coca-Cola, la quale però, improvvidamente, rifiutò. Da allora è concorrenza serrata tra le due holding delle bollicine: negli anni Ottanta al pepsi superò la Coca, grazie anche al fatto che la bibita di Atlanta non era ben vista nei Paesi islamici a causa di una leggenda metropolitana: si sosteneva che guardando il logo allo specchio si potessero leggere frasi in arabo anti-musulmane. Ovviamente non è vero. Il successo della Pepsi si deva al fatto che è sempre stata più economica della Coca: addirittura durante la Grande Depressione la Pepsi-Cola inventò la formula “due al prezzo di uno” per fronteggiare la crisi.