Putin come il mitico Thor, mette al tappeto Obama e la Merkel: è lui il più potente della terra

Putin batte Obama e si aggiudica il primo posto, la Merkel scivola in classifica, sotto il peso dei fischi e delle contestazioni del pubblico. Tutto ribaltato, quindi. Lo scontro tra i “potenti” – registrato dal mensile Forbes – è stellare, un po’ come nei vecchi fumetti dei supereroi, con il mitico Thor che la spunta su un appannato Uomo Ragno. E non è un caso, le ragnatele di Obama si sono rotte tutte, la sua immagine è in declino così come quella della Cancelliera di ferro che nell’immaginario collettivo (e non solo) è la causa di tutte le difficoltà che vivono le famiglie europee. Una sorpresa, quella registrata dal mensile Forbes, ma non tanto. L’uomo più potente della terra in questo 2013 si piazza davanti a Obama rompendo la tradizione che vedeva ogni presidente americano come l’imbattibile. E questo perché nel corso dell’anno il suo operato non è passato inosservato ai più. E gli italiani? L’unico in classifica è Mario Draghi, presidente della Bce, che si piazza due posizioni sotto Ben Bernanke, presidente uscente della Fed. Il leader cinese Xi Jinping è solo terzo (si fa per dire), ma tutto lascia intendere che se Obama nei prossimi mesi non tirerà qualche asso dalla manica la prossima classifica potrebbe registrare anche un ulteriore sorpasso, con Barack destinato a perdere ancora quota. La “rivoluzione ” è in atto, anche se i ricchi del mondo continuano ad abitare prevalentemente negli Stati Uniti e  non sono stati mai così tanti. A cinque anni dall’inizio della grande crisi i miliardari americani continuano a fare bella mostra nell’Olimpo di più danarosi. Ma anche altrove la tendenza è la stessa: perfino in Italia in un anno i Paperon De Paperoni sono aumentati del 7%, segno che c’è qualche cosa che non va.  Mentre in tutto l’Occidente la disoccupazione aumentava vertiginosamente e i poveri salivano a livelli da primato le grandi fortune non solo non sono diminuite, ma sono addirittura aumentate, segno che di un’equa redistribuzione del reddito si continua a parlare ma non la si realizza. Qualche esempio? Eccolo. Quest’anno l’ammontare dei 400 conti correnti più “forniti” a livello globale vale 2.000 miliardi di dollari, lo scorso anno ne valeva 1.700. Per dare  un’idea di come stanno le cose, basta pensare che si tratta di una cifra che equivale in qualche modo al Pil dell’intera Russia. Negli Usa la sperequazione più  evidente: l’1% delle persone detiene  il 19,3% del reddito delle famiglie, con una disuguaglianza che è ai massimi da un secolo a questa parte. Ma anche l’Italia in questa speciale classifica non sfigura affatto: 2000 nostri connazionali detengono 235 miliardi di dollari. E pensare che qualcuno ci aveva fatto credere che “finalmente” , da noi, anche i ricchi piangono.