Portate a spasso i vostri vecchi, è un obbligo. Fa discutere la legge cinese sulla pietà filiale

Vietato per legge trascurare gli anziani genitori. Con un provvedimento che fa discutere la Cina prova ad arginare gli effetti nefasti del produttivismo fanatico che distrugge i legami e fa dimenticare le parentele. L’Occidente lo sa bene così come sa anche che una norma scritta non può ripristinare la lealtà filiale. Al punto primo della legge il cui titolo è “Protezione dei diritti e degli interessi degli anziani” c’è l’obbligo per i figli di telefonare più spesso a madri e padri e di andarli a visitare (per agevolare queste attenzioni lo Stato mette a disposizione dei lavoratori 20 giorni di permessi) e poi viene ordinato di preparare per loro speciali manicaretti o organizzare per i seniores feste di compleanno fino a portarseli in ufficio per presentarli ai colleghi. Lo spirito che anima il legislatore sarà sicuramente giusto ma certo lascia perplessi l’idea che il “fare famiglia” possa essere un fatto coercitivo e non spontaneo. Lo stesso Lao Tze insegnava che la morale non è fatta di precetti e di formalismi: “Togliti quel vestito fatto di concetti e finta moralità e fai come il sole e la pioggia”, dice a Confucio che gli chiede se amare i propri genitori e tutti gli esseri viventi sia la virtù più importante.

Numerosi sono gli archetipi cui la civiltà occidentale guarda per fissare generazione dopo generazione la “pietà filiale”: Enea che porta sulle spalle il vecchio Anchise, Ulisse che abbraccia Laerte, e poi la famosissima espressione di Bernardo di Chartres – “Siamo nani sulle spalle di giganti…” – un’immagine che ci parla di rispetto e di venerazione verso chi è venuto prima. I vecchi (non solo gli anziani genitori) erano i “saggi” che il presente ha trasformato in esseri fragili, da mettere ai margini, da dimenticare, da dare in custodia.

L’Italia provò anni fa a rimettere l’anziano al centro di emozioni gratificanti con la legge istitutiva della festa dei nonni (legge 159 del 2005) celebrata il 2 di ottobre, giornata consacrata agli angeli custodi. E in effetti i nonni, finché sono in forze e superattivi, sono indispensabili per un paese come il nostro, dove le politiche family friendly scarseggiano o sono del tutto inesistenti. È nella fase successiva, quando cominciano a diventare non autosufficienti, che anche per gli ex-angeli custodi scatta la “segregazione” con le badanti. La legge cinese raccomanda ai figli di portare i loro vecchi al cinema, di insegnare loro l’uso di internet, di portare i nipoti a trovarli. Un tempo bastava un comandamento, “onora il padre e la madre”, oggi serve un dettagliato elenco di suggerimenti stilato da esperti universitari.

Se i vecchi non sono più trattati come risorse da una società che deve fare i conti con gli alti costi del welfare, non avviene lo stesso in campo artistico. Un’ultracentenaria, Juliette, è la protagonista del romanzo-cult Una sposa conveniente, della francese Elsa Chabrol, ambientato in un minuscolo paese dove un gruppo di anziani cerca di trattenere l’unico “giovane” del paese trovandogli una moglie. Un libro scritto con lo scopo era di dimostrare che si può essere anziani e vitali al tempo stesso.  E ancora una vecchia bisbetica ma pronta a “redimersi” è figura centrale del film Paulette, campione d’incassi sempre in Francia, la storia di un’anziana che aggredisce la crisi mettendosi a spacciare cannabis nei ciambelloni e nei biscotti. Non li portiamo più sulle spalle, è vero, ma continuano, i vecchi, a farci ridere e piangere, a insegnarci che nell’essere anziani c’è la verità della vita.