Gli americani non amano vedere i figli in politica. Ma prenderebbero i grillini a pernacchie

Quando si tratta di antipolitica, tutto il mondo è paese. Almeno apparentemente. Un sondaggio della Gallup rivela che i genitori americani non vogliono che i propri figli intraprendano la carriera politica. Per l’esattezza, ad essere contrario è  il  64% degli intervistati,   mentre solo il 31% si dice a favore.I più restii sono i bianchi, e per quanto riguarda l’orientamento politico, i repubblicani sono più diffidenti dei democratici. Si tratta di un dato che fa indubbiamente riflettere. Ma che, se ci pensiamo bene, non sorprende più di tanto,  vista la natura pragmatica del popolo degli States, poco avvezzo al confronto ideologico e molto dedito a onorare i valori del lavoro e dell’intraprendenza economica . Ci sarà pure un motivo, del resto, se normalmente, nelle elezioni presidenziali, si reca a votare poco più del sessanta per cento degli aventi diritto . E quando va bene.

In Italia invece, con una simile percentuale, scatterebbe  immediatamente l’allarme rosso sulla crisi della democrazia. E il dato più interessante sta proprio qui. Perché in America, a differenza di quello che accade nel Belpaese, la democrazia funziona. Le similitudini tra l’antipolitica americana e quella italiana sono quindi più apparenti che reali. Negli Usa, la politica non è una professione ma una missione.   O meglio, può anche essere professione (almeno in senso weberiano), ma, senza essere coerentemente missione, è giudicata attività priva di senso. La  politica continua a essere  infatti circondata  negli Usa dal massimo rispetto. E solo i fenomeni globali più recenti, con le nuove disparità e i nuovi squilibri creati dal rafforzamento del potere finanziario, ne hanno intaccato il prestigio e l’autorità. In Italia invece, dietro la protesta antipolitica, non c’è valore, ma solo rancore. E, se si registra oggi una indignazione diffusa  per i privilegi della politica, è solo perché il bilancio pubblico è in crisi e perché non ci sono pertanto più margini per politiche clientelari. Se è inconcepibile, per l’uomo medio americano, vedere il proprio figlio impegnato  nella carriera politica, figuriamoci che cosa potrebbe pensare se vedesse lo stesso figliolo fare da supporter a un  comico spompato  che si sente più importante di un Presidente della Repubblica e che parla come un dittatore del tempo che fu.