Alemanno consegna le chiavi di 94 nuovi alloggi popolari

Ieri è stata una bella giornata per Roma. E non solo per il sole tiepido solerte nel riscaldare monumenti, pedoni e automobilistici. In mattinata il sindaco Gianni Alemanno a Lunghezza-Ponte di Nona (nel quadrante est della città) ha consegnato ai primi inquilini le chiavi di 94 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica. Quelli cioè destinati alle fasce sociali più disagiate economicamente regolarmente inseriti nelle graduatorie previste dal piano casa capitolino.
È un complesso edilizio all’avanguardia, nei pressi del centro commerciale del quartiere, concepito su misura per gli anziani, che integra i nuovi standard per le abitazioni popolari con alcuni servizi essenziali per i residenti. «Un modello unico in Europa, una frontiera avanzata di edilizia popolare e integrazione sociale, un fiore all’occhiello del nostro piano casa», ha detto con la soddisfazione stampata sul viso il sindaco, accompagnato dal vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso e dal neo-assessore alle Politiche abitative Lucia Funari, che pochi giorni fa ha preso il posto di Alfredo Antoniozzi.
Si tratta di un unico fabbricato di circa 7mila metri quadrati, composto da un piano interrato e quattro fuori terra, suddivisi appunto in 94 appartamenti, di cui 56 con letto doppio, 10 con letto doppio destinati a disabili e 28 con letto singolo, per un totale di 170 posti letto. Le case sono tutte arredate e provviste di elettrodomestici (lavatrici, piani cottura, frigoriferi, tv con digitale terrestre), di un presidio della Croce Rossa con operatori sociali e ambulanza (anche citofoni in contatto con la sede Cri per ogni emergenza di salute). Al pianterreno una casa famiglia per sei persone non autosufficienti, aperta anche agli inquilini, e una palestra per i residenti. «Un autentico modello da esportare e diffondere in tutta la Capitale», commenta la Belviso.
Un fatto concreto, un precedente forse unico. Non era mai successo prima , andiamo a memoria, che l’amministrazione comunale consegnasse in una volta solo un numero così elevato di case popolari. Non lo ha fatto il sindaco taglianastri, al secolo Francesco Rutelli, oggi in altre faccende affaccendato, non lo ha fatto il suo successore Walter Veltroni, oggi impegnato nel de profundis a Bersani. In barba alla vulgata giornalistica sulle incompiute del sindaco e alla satira sull’emergenza neve, il piano casa varato nel 2010 dalla giunta Alemanno passa dalla carta scritta ai mattoni veri. Un piano per assalire l’escalation dell’emergenza abitativa della Capitale che si trascina da anni, prevedendo nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica per i  “poverissimi” e un progetto di housing sociale per le fasce sociali medie. Che vuol dire semplicemente “casa per chi non se la può permettere”, per chi non regge le condizioni di mercato e ha bisogno di sostegno, relazioni, umanità, condizioni ad hoc. Un’emergenza che non può essere affrontata chiudendo un occhio di fronte alle occupazioni, come troppo spesso si è fatto per “comodità” o per fede ideologica.
Dal 2008 il primo cittadino ha consegnato 1.391 case popolari. Agli appartamenti di Ponte di Nona inaugurati ieri, faranno seguito 70 case a Rocca Cencia, 50 alloggi Ater in fase di completamento a Casal Bertone e Tiburtino III e altri alloggi per anziani: 78 a Castelverde e 42 a Settecamini (tramite la prossima approvazione della relativa delibera), altri 20 alloggi dopo la stipula di una convenzione urbanistica. Inoltre il piano casa prevede il reperimento di alloggi Erp (del patrimonio edilizio del Comune) attraverso manovre urbanistiche, come quella sugli extra standard dei vecchi piani di zona, ora all’ordine del giorno dell’assemblea capitolina, che porterà alla realizzazione di circa 2.400 nuovi alloggi. Piccoli grandi passi che seguono alla fase già avviata della vendita agli inquilini del patrimonio immobiliare. «Insisteremo perché il più alto numero di cittadini possibile possa usufruire di questa opportunità», ha detto Alemanno illustrando un’operazione che è sociale, ma anche economica, «con le risorse ottenute, infatti, realizzeremo nuove case, faremo manutenzione e cercheremo di esaurire le liste dei punti 10». Va detto che sin dal suo insediamento la Giunta Alemanno si è posta come obiettivo prioritario del suo mandato la risposta all’emergenza alloggiativa. «Un tema particolarmente gravoso per la Capitale, per troppo tempo sottovaluto, che ha raggiunto un livello di disagio al limite del sostenibile – riassume l’assessore Funari –  il Piano casa varato nel 2010 prosegue nel suo percorso: dalla lotta all’illegalità, che ha visto gli uffici delle politiche abitative impegnati negli sgomberi di alloggi occupati abusivamente, alla revisione di tutte le richieste per garantire l’effettivo possesso dei requisiti a quanti già nella graduatoria dei punti dieci, all’acquisizione di nuovi immobili da dedicare all’edilizia residenziale pubblica, passando  per la vendita degli appartamenti agli inquilini interessati a diventare proprietari della propria abitazione».