Pipero – Roma
- di Raffaella Nocella - 25 Gennaio 2026 alle 00:01
Pipero
Corso Vittorio Emanuele II, 250 – 00186 Fiumicino ( RM)
Telefono: 06/68139022
Sito Internet: www.piperoroma.it
Tipologia: ricercata
Prezzi: percorsi degustazione da 100 (solo a pranzo), 150, 170 e 200€
Chiusura: Domenica; Sabato e Lunedì a pranzo
OFFERTA
È una solida certezza questo indirizzo di alta cucina al centro di Roma. Lo è sotto tutti gli aspetti, da una cucina centratissima che quest’anno abbiamo trovato particolarmente ispirata, ad una gestione della sala praticamente perfetta. La proposta è raccontata in un menù che prevede tre percorsi degustazione – Snello, Ampio e Profondo – da 6, 8 e 10 portate rispettivamente a 150, 170 e 200€, a cui si aggiunge il Leggero da 3 portate a 100€ disponibile solo a pranzo; a fianco sono elencati tutti i piatti in modo che l’avventore possa indicare quelli che gradirebbe non mancassero nel suo percorso. Accolti con un gradito calice di Metodo Classico e con le solite carinerie fra cui segnaliamo la golosissima rivisitazione del churro, abbiamo dato il via alla nostra cena con la rinfrescante ceviche di melone con leche de tigre, cipolla in saor e caviale. È stata poi la volta di due classici di Ciro Scamardella, la rivisitazione dell’impepata di cozze, qui servita fredda, con una piacevolissima speziatura e con una gelatina di acqua di cozze messa sopra, e la zolla di manzo, una tartare servita con acetosa e mandorle che pur essendo cruda grazie all’affumicatura ha nuance di carne alla brace. Eccellente il piatto a base di gambero rosso e ciauscolo, sminuzzati e assemblati a mo’ di polpetta morbida e terminati al tavolo con un “brodo” di mela strepitoso, avvolgente e con una nota acida perfetta per bilanciare la grassezza degli altri ingredienti. Si rimane su livelli altissimi con gli spaghetti con pil-pil di midollo, peperone crusco e limone verdello a dare freschezza, così come con il rassicurante raviolo di mascarpone con bagnet verd e anguilla affumicata e il risotto mantecato con robiola di Roccaverano su riduzione di chinotto terminato con polvere di sommacco e isot (peperoncino turco aromatico e non particolarmente piccante). Tale, impeccabile percorso ha generato grandissime aspettative per il piccione che, invece, non ci ha del tutto convinto: se la crépinette di coscia e fegatini servita allo spiedo era strepitosa, non ci ha convinto l’abbinamento del petto (cotto alla perfezione) con la salsa di pomodoro, in quanto quest’ultima “sporcava” il sapore della carne nonostante la buona acidità che avremmo però cercato in altro modo. Incredibilmente buono l’ultimo piatto salato, il manzo con spinaci e aglio nero a cui l’estratto di alloro conferiva una spinta ulteriore. Un gelato al latte affumicato con rapa rossa e alchermes ha pulito il palato in vista del goloso dolce, il cioccolato soffiato e fieno. Chiusura affidata a un ottimo espresso di una torrefazione di Bologna realizzato con una miscela di robusta, a sfatare il pregiudizio verso questa varietà, accompagnato da sfiziosa piccola pasticceria.
AMBIENTE
La sala, che si sviluppa in lunghezza, è di un’eleganza moderna, con tavoli ben spaziati fra loro e lasciati nudi. Curata la mise en place. Novità degli ultimi mesi la comparsa del jukebox: a ogni cliente viene consegnato il menù della musica da cui può scegliere delle canzoni che verranno messe, a volume adeguato, durante la serata.
SERVIZIO
Coordinato da Alessandro Pipero e Achille Sardiello, ben coadiuvati da giovani camerieri, è uno dei punti di forza da sempre. Professionale e al tempo stesso fluido e simpatico, fa sì che l’esperienza sia piacevolmente informale, lontana anni luce da quella ingessata che spesso si vive in ristoranti di pari lignaggio.
Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609
Scarica l’app GRATUITA Buon APPetito e troverai oltre 1.000 recensioni indipendenti sui locali di Roma, Milano e Torino