Moma – Roma
- di Raffaella Nocella - 15 Gennaio 2026 alle 00:01
Moma
Via di San Basilio, 42/43 – 00187 Roma
Telefono: 06/42011798
Sito Internet: www.ristorantemoma.it
Tipologia: tradizionale
Prezzi: antipasti 22/30€, primi 24€, secondi 39€, dolci 16€; menù degustazione 110/150€
Chiusura: Sabato a pranzo, Domenica
OFFERTA
Pur se a un passo dalla frenesia di Via Veneto, il Moma offre un’atmosfera di pacata tranquillità, genuina accoglienza e una proposta gastronomica di alto livello che attira sia i gourmet capitolini, sia la clientela internazionale, anche a motivo della strategica posizione, vicino ai grandi alberghi. Merito certo dei fratelli Pierini, imprenditori di lungo corso nel settore della ristorazione, che hanno affidato da qualche anno le redini della cucina al bravo Andrea Pasqualucci: chef dallo stile sobrio ma raffinato, propone piatti dagli ingredienti riconoscibili ma sempre ben accostati con materie prime di prossimità territoriale e secondo le stagioni, con il saporito e frequente uso di erbe mediterranee. Il risultato è un ottimo equilibrio nei profumi e nei sapori, mai troppo intensi o stucchevoli al palato, che ci invita a un piccolo incremento di voto. Oltre alla carta con circa quattro proposte per portata, sono presenti due menù degustazione: il “Moma’s Signatures” con i piatti più famosi del locale (6 portate a 110 euro) e il “Creativity” (8 portate a 150 euro) dalla concezione più innovativa; disponibili per la scelta diversi food pairing a seconda del percorso scelto (da 60 a 110 euro). Dopo i tradizionali amuse bouche, tra i quali abbiamo preferito la frittellina di baccalà e il piccolo cilindro di rapa rossa, la nostra cena è cominciata con l’orto di stagione, piatto presentatoci come “delicato ma ricco di sapore”: una piccola serie di verdure in giardiniera, crude ed essiccate, accompagnate da un crumble piccante di polenta di mais, in un sorprendente equilibrio tra acido e dolce; a seguire, la gustosa e golosa terrina di vitella, con animelle fritte, carciofi e salsa tonnata. Tra i primi non poteva mancare un assaggio dell’ormai noto risotto mantecato con un burro alla camomilla, arricchito dalla sapidità dell’anguilla affumicata e alleggerito dalla freschezza delle foglioline di origano fresco; tuttavia, ci hanno molto colpito i piccoli cappelletti con zucca, amaretti e provolone di Formia, dove il sapore intenso del formaggio si integrava perfettamente con il dolce del vegetale e del biscotto: portata di impatto davvero importante. Non da meno il servizio dell’ottimo piccione BBQ, accompagnato da salsa suprema, con dukkah ad aromatizzare il suo petto e la croccante coscetta da sgranocchiare. Chiusura dolce all’altezza del pasto, con un sorbetto alla fragola in salsa di yogurt e, a seguire, la tortina di polenta, con crema chantilly alla vaniglia e salsa ai lamponi a donare la giusta acidità. Gradevole il caffè, di corretta estrazione e buona persistenza aromatica, che abbiamo gustato con la piccola pasticceria.
AMBIENTE
Eleganza minimale nei colori e negli arredi, con la sala superiore del locale che ospita il ristorante, alla quale si accede da una piccola scala. Apparecchiatura classica con un bel tovagliato bianco e grande attenzione a stoviglie e bicchieri. Per l’estate, è disponibile qualche tavolino sulla terrazza esterna.
SERVIZIO
Professionale e poco invadente: caratteristiche ideali per un approccio alla sala guidata da Federico Silvi, maître moderno e competente, che riesce senza troppo sforzo a mettere a proprio agio il cliente. Un plauso per le bottiglie di vino e acqua lasciate al tavolo e non “sequestrate” dai camerieri, come d’uso in questi locali.
Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609
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