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Locanda Altobelli – Roma

Locanda Altobelli – Roma

- di Raffaella Nocella - 14 Marzo 2026 alle 00:01

Locanda Altobelli
Via Annunziata, 121 – 04019 – Terracina ( LT)
Telefono: 346/8256622
Sito Internet: locanda-altobelli.business.site

Tipologia: tradizionale con spunti creativi
Prezzi: antipasti 14/22€, primi 16/20€, secondi 12/25€, dolci 7€

Chiusura: Martedì

OFFERTA

Nella riviera di Ulisse, come d’altronde in tutti i posti di mare, la quasi totalità dei ristoranti, specialmente nella stagione estiva, propone una cucina di pesce, spesso focalizzata su materie prime “nobili”, dimenticando peraltro che la cucina popolare faceva largo uso di “pesce povero”. È pertanto un piacere avere nel pieno centro di Terracina questo locale che si erge encomiabilmente a testimone dell’autentica tradizione della cucina contadina, basata su materie prime di terra prevalentemente locali provenienti da piccoli produttori. Piatti corposi e saporiti, ma talvolta non privi di innesti creativi in modo da adattarli intelligentemente ai tempi moderni. Dopo una piacevole sfera di patate gentilmente offerta, abbiamo iniziato con una valida selezione di salumi (guanciale, prosciutto di Bassiano, salsiccia di Sonnino) e formaggi (pecorino con peperoncino e noci, a pasta dura stagionato, e un altro tipo Gorgonzola e noci su pera) dell’agro pontino accompagnati da olive Itrana, nonché da miele e da un’ottima confettura di peperoni rossi. A seguire, eccellente e rinfrescante la tartare di manzo accompagnata da stracciata di bufala e gazpacho. Tra i primi, gustosi i culurgiones con patate, menta, ’nduja e frutta secca, solo leggermente troppo piccanti. Interessante la parmigiana in pasta, ossia dei ravioli con il ripieno a base di parmigiana, un piatto gustosissimo; eccellenti i cecapreti conditi con abbondantissimo sugo di capra dei monti Lepini, un piatto intenso e saporito tipico della tradizione del basso Lazio, ormai non facile da trovare. Passando ai secondi, buonissimo il girello di galletto ripieno con patate, pomodori e peperoni, eccezionali le lumache in umido, immerse in un abbondante sughetto in cui, alla fine, affondare il pane casereccio per una lussuriosa scarpetta. Meno interessante l’ormai datata guancia di manzo brasata e purè di patate aromatizzato. In chiusura, non deludono i dolci provati, tutti e due ottimi: crostatina con crema e frutti bosco, semifreddo allo zabaione e cioccolato. Caffè giustamente estratto ma poco complesso.

AMBIENTE

Un unico spazio dove dominano tre colori: il bianco delle pareti e delle tovaglie, il marrone scuro del pavimento e delle cornici, il nero del grande pannello con il logo e nome del locale. Si presenta, in effetti, in coerenza alla proposta della cucina parzialmente a vista come una trattoria moderna. Disponibile anche un piccolo dehors, a dire il vero non troppo ameno.

SERVIZIO

Cordiale, empatico e alla mano ma lentissimo anche a locale semivuoto, con la spiacevole sensazione di un trattamento differenziato della clientela, più veloce e generoso per gli avventori palesemente conosciuti, meno solerte con gli altri. Migliorabile.

Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609

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14 Marzo 2026 alle 00:01