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La Tana dei Carbonari – Roma

La Tana dei Carbonari – Roma

- di Raffaella Nocella - 12 Marzo 2026 alle 00:01

La Tana dei Carbonari
Via XX Settembre, 35 – 04010 – Roccagorga ( LT)
Telefono: 351/7434838
Sito Internet: www.latanadeicarbonari.it

Tipologia: tradizionale con spunti creativi
Prezzi: menù degustazione 50/100€

Chiusura: variabile in base alle prenotazioni

OFFERTA

Una volta giunti a Roccagorga, piccolo borgo della provincia di Latina, non è facile trovare il ristorante in questione: con la macchina si arriva fino ad un certo punto, poi bisogna arrampicarsi per le strette viuzze del paese e si arriva a La Tana dei Carbonari. Aperto da tre lustri, da quattro anni la gestione è passata in mano al giovane figlio della coppia di proprietari, il quale ha portato cambiamenti radicali nella proposta gastronomica, ora più creativa ma sempre basata su ottime materie prime, per lo più stagionali e del territorio, scelte tra piccoli produttori che lavorano eticamente. Il menù propone 4 percorsi degustazione al costo di 50, 65, 80 e 100€, da 3 a 10 portate, senza la possibilità di scelta à la carte. Dopo una semplice fetta di pane fatto in casa con olio EVO del territorio, si parte con la prima portata del menù da noi scelto, ovvero il gustoso “taco a Roccagorga” composto da una focaccina di mais farcita con carne di maiale cotta per molte ore, maionese al chipotle, cipolla rossa e lattuga tagliata sottilmente. A seguire, un’originale indivia “frollata” per una settimana nella sugna e poi cotta alla brace, con sopra mango, uvetta e salsa ponzu a dare sapidità. Tra i primi abbiamo assaggiato sia il tagliolino con genovese di fegato di bufalo e curry, che il risotto con formaggio di capra, polvere di caffè di cicoria e caramello salato, quest’ultimo uno dei piatti cult sin dall’apertura: se il tagliolino è risultato, a nostro avviso, squilibrato, con il sapore del fegato a monopolizzare il tutto, il curry dalle note speziate troppo denso e carico e la pasta al limite della cottura, il risotto ci ha sorpresi per abbinamento, equilibrio e cottura. Molto buona anche la “melanzana da Pontinia ma un po’ Egiziana”, servita come alternativa vegetale al secondo: nella pratica una melanzana perlina ripiena di crema di melanzana albina e tahina fatta in casa, ricoperta di salsa di pomodoro dolce. In chiusura un dessert goloso e giustamente poco dolce: una fetta di torta al cioccolato (senza farina e senza uova) e cocco, servita su latte di mandorla e zabaione, con fichi arrosto sopra, seguita da un (buon) caffè realizzato con la moka utilizzando una miscela della torrefazione Aliena di Roma.

AMBIENTE
La location è un incanto, a partire dal giardino esterno che ha due piccole terrazze dislocate su più livelli circondate da piante e fiori, con una vista impareggiabile sui paesi di Priverno, Sonnino e Roccasecca, che di sera sembrano piccoli presepi di luci. L’interno non è da meno: rustico, caldo e accogliente, con il camino al centro della sala a creare familiarità.

SERVIZIO
Giovane, cordiale e puntuale, con il giovane chef che ama spiegare i propri piatti e le materie prime con cui sono preparati.

Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609

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12 Marzo 2026 alle 00:01