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Fase – cucina spontanea – Roma

Fase – cucina spontanea – Roma

- di Raffaella Nocella - 2 Marzo 2026 alle 00:01

Fase – cucina spontanea
Via Muggia, 14 – 00195 – Roma
Telefono: 331/1264351
Sito Internet: www.faserestaurant.it

Tipologia: creativo
Prezzi: fase 1 17/21€, fase due 18/26€, fase tre 23/35€, fase quattro 10/11€; menù degustazione a scelta dello chef: 3 portate (solo a pranzo) 40€, 5 portate a 70€ e 7 portate a 90€

Chiusura: Lunedì

OFFERTA

Aperto da poco più di un anno, questo ristorante è una delle piacevoli novità di questa guida. Al timone c’è Federico Salvucci, un giovane chef che si è formato alla scuola di cucina Alma e che ha tra le sue esperienze due anni nel ristorante stellato All’Oro di Riccardo Di Giacinto. Nel suo locale propone una cucina di stampo creativo che coniuga tradizione e innovazione, prendendo spunto dalle sue origini in parte campane e in parte umbre e con un tocco di internazionalità che non guasta, come nel gustoso katsusando preparato con pan brioche al posto dell’originale shokupan, bistecca di collo di maiale umbro, cavolo marinato e salsa BBQ asiatica, che abbiamo assaggiato tra i piatti della nostra cena. Abbiamo iniziato il nostro percorso con degli sfiziosi appetizer gentilmente offerti (rapa bianca, frittella con crema all’aglio nero e fogliolina di menta, wafer di fegatini) accompagnati da un ottimo pane e da una morbida focaccia, entrambi fatti in casa, e del burro francese mantecato a dovere. A seguire, ottimo il piatto a base di funghi misti, con alla base del Portobello fermentato, poi una spuma di Dente di Leone e, infine, degli Champignon crudi messi sopra, per un sapore complessivo equilibrato e soddisfacente. “Non è un’amatriciana” è l’omaggio che lo chef fa a uno dei piatti più iconici di Roma: l’ha chiamata così perché introduce due ingredienti che nella ricetta originale non sono presenti, ovvero lo scalogno e l’aceto balsamico, che, con la loro dolcezza, bilanciano bene la sapidità del guanciale. Chiusura traballante con un dessert originale sulla carta ma non convincente al palato: nel “cioccolato bianco e cicoria” la spuma soffice di cioccolato (troppo dolce a nostro avviso) non si sposava bene con il sapore della verdura ripassata in padella, lasciata, tra l’altro della stessa consistenza del classico contorno. Chiusura con l’ottimo caffè Senhor Niquino della torrefazione Aliena, dall’aroma persistente, sentori di fava tonca e nocciola e una piacevole acidità.

AMBIENTE
Arredo moderno e caldo, con diversi tavoli “nudi” ma con bei tovaglioli di stoffa che vengono cambiati al momento del dessert. Due sgabelli sono posizionati di fronte alla cucina completamente a vista, mentre altri tavoli sono disponibili anche nel dehors allestito sul marciapiede antistante il locale e protetto da una tenda.

SERVIZIO
Cortese e preciso.

Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609

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2 Marzo 2026 alle 00:01