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EGO – Roma

EGO – Roma

- di Raffaella Nocella - 26 Febbraio 2026 alle 00:01

EGO
Via Etruria, 35 – 00183 – Roma
Telefono: 342/5470485
Sito Internet: www.egorestaurant.it

Tipologia: creativa
Prezzi: menù degustazione 85/110€

Chiusura: Domenica; tutti i giorni a pranzo, tranne il Sabato

OFFERTA

Aperto nella primavera del 2024 da una giovane coppia sia nel lavoro che nella vita (Lorenzo in cucina e Beatrice in sala e come sommelier), questo ristorantino con solo sei tavoli propone una cucina fuori dagli schemi classici, con piatti dagli echi messicani e rimandi al Sudamerica. Il menù, infatti, comprende solo due percorsi degustazione da 6 e da 9 portate, rispettivamente a 85 e a 110 euro, non viene servito pane né tantomeno olio, e le porzioni sono contenute, forse a volte anche troppo. Dopo un macaron con fegatini di pollo, dalla nota zuccherina troppo in evidenza, servito come piccolo benvenuto, abbiamo assaggiato un gustoso mini involtino fritto ripieno di alette di pollo con sopra della salsa tipica delle canarie a base di pomodori secchi e peperoncino, accompagnato da un dumpling ripieno di pollo, sormontato da un piccolo tuorlo d’uovo piccante. Ottimo l’aguachile (una salsa tipicamente messicana), che qui viene preparata con due tipi di chile, aceto di riso e succo di lime (a dare freschezza e acidità) e funge da base per delle cozze aperte al vapore e poi aromatizzate con foglioline d’erba simili al coriandolo. Carnosa l’animella di vitello cotta nel wok con acqua di peperone arrosto fino quasi a caramellizarla, servita con della pelle di latte (quella che banalmente si crea quando si fa bollire il latte) e pimenton. Come primo piatto abbiamo assaggiato una versione estiva di fusillo del pastificio Verrigni condito con burro aromatizzato con un mix di spezie indiane che donavano freschezza e una leggera piccantezza, servito con delle fettine sottili di “pantano di Ardea” (una varietà antica di pomodoro costoluto) e basilico asiatico, dalle note leggermente agrumate; il tutto da mangiare con delle pinze da cucina (quelle che servono agli chef per mettere le decorazioni sui piatti) e con un particolare cucchiaio-spatola per raccogliere il sughetto, visto che non si può fare la scarpetta in mancanza del pane. Come ultima portata salata arriva in tavola una morbidissima guancia di maiale cotta con curry verde thailandese e vino rosso per diverse ore e servita con foglioline aromatiche messicane e yogurt. Infine, il dolce non dolce, ovvero una tarta de queso tipica dei Paesi Baschi, qui italianizzata con Gorgonzola e mascarpone all’interno e sopra una grattugiata di pecorino: una soluzione a metà strada tra il classico tagliere di formaggi e il dolce, servita, a nostro avviso, in porzione eccessiva rispetto alle altre salate. Caffè espresso 100% arabica dalla crema compatta ma di colore molto chiaro; piacevoli note aromatiche e bassa acidità.

AMBIENTE
Arredo minimale per l’unica sala composta da 6 tavoli “nudi” ma con tovaglioli di stoffa. Belle le stoviglie che si susseguono durante il pasto. Piacevole la musica di sottofondo.

SERVIZIO
Informale ma preciso, dai modi cortesi e non ingessati.

Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609

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26 Febbraio 2026 alle 00:01