Casa Malgarini – Roma
- di Raffaella Nocella - 16 Febbraio 2026 alle 00:01
Casa Malgarini
Via della Giustiniana, 670/B – 00189 – Roma
Telefono: 06/87772889
Sito Internet:
Prezzi: antipasti 20/22€, primi 20/22€, secondi 20/26€, dolci 9€
Chiusura: Lunedì e Martedì. A pranzo Mercoledì e Giovedì
Immerso nel verde a una manciata di chilometri dal GRA fra La Giustiniana e Prima Porta, questo ristorante agricolo fa il suo ingresso in guida con un ottimo voto. A guidarlo Leonardo Malgarini, chef con esperienze anche oltre confine, che ha scelto come location la sua casa d’infanzia dove ha anche aperto un’azienda agricola acquistando terreni limitrofi. Il concetto di ristorante agricolo, quindi, non è un vezzo ma semplice realtà: le verdure, le erbe e i fiori eduli utilizzati in cucina provengono dall’orto di proprietà e pure le carni arrivano da selezionati fornitori di zona. Tali ingredienti sono valorizzati in una cucina ricercata che, in occasione della nostra visita, ha mostrato grandi potenzialità, ma non risulta sempre centrata sul risultato finale, con alcune preparazioni esaltanti ed altre che si sono parse puro esercizio di stile. Il menù è giustamente contenuto e prevede due percorsi degustazione di 5 portate a 70 euro con i classici dello chef e di 7 portate a 85 euro con piatti scelti dalla cucina. Si parte subito bene con gli appetizer, una serie di assaggi sfiziosi e ricercati fra i quali segnaliamo l’ottimo gyoza con anatra e arancia, l’altrettanto valida sfera di parmigiano, la mini-parmigiana di melanzane, la cialda con stracchino, peperoni, anguria e basilico greco e il cetriolo in carpione come ultimo sfizio a pulire il palato. Degna di nota pure la proposta del pane, con una pagnotta a lievitazione naturale ai 4 semi da accompagnare con del burro affumicato e mantecato con colatura di alici, degli eccellenti grissini e una focaccia con patate e rosmarino. È stata poi la volta degli antipasti: ottima l’animella cotta a bassa temperatura e servita con il suo fondo e scorzonera in tre consistenze, buono pure lo sgombro (portato per errore e correttamente non conteggiato) con salsa teriyaki e basilico, mentre non ci ha convinto seppie e piselli, con questi ultimi giustamente croccanti, ma slegati in una preparazione che prevedeva alla base ragù di seppia e del suo nero e sopra lardo di seppia ottenuto dalla testa del mollusco cefalopode. Passando ai primi, buoni i ravioli di faraona con salsa alla cacciatora, caprino e limone (dosato magistralmente), letteralmente strepitoso il riso caprese, con il cereale cotto in acqua di pomodoro e mantecato con burro affumicato e parmigiano reggiano 24 mesi, adagiato su pomodorini confit e terminato con basilico greco e basilico limone, un piatto dalla grande complessità, con una nota acida perfetta e un grande spettro organolettico. Meno centrati i secondi: se da una parte la ricciola cotta a bassa temperatura con salsa alla mugnaia è risulta corretta nella sua semplicità, anche se ci saremmo aspettati uno slancio maggiore, abbiamo trovato incomprensibile il coniglio proposto a mo’ di cilindri ripieni di scampi affiancato da bieta e crema di ceci e terminato con il fondo del coniglio e la bisque di scampi per un insieme piatto e pasticciato che non valorizzava i singoli e ottimi ingredienti. Si risale con la golosa tartelletta con frolla alla nocciola, pralinato alla nocciola e fava tonka e panna, scelta da una carta che contempla pure tisane e tè, seguita da una ricca piccola pasticceria, in cui segnaliamo l’eccellente gianduiotto di produzione propria con le nocciole dell’azienda agricola, e da un espresso correttamente estratto e dal buon aroma.
AMBIENTE
Un chilometro di curve usciti dalla Cassia bis appena fuori dal raccordo conducono a questa bella casa. Lasciata la macchina su strada si oltrepassa un cancello e si sale verso il ristorante. Il grande giardino è perfetto per mangiare all’aperto e per lasciare giocare i bambini in sicurezza, mentre l’interno risulta ben arredato nelle tre sale, di cui due dotate di camino e una terza con un tavolo sociale. Corretta la mise en place.
SERVIZIO
Cortese e prodigo di spiegazioni e attenzioni, come nel nostro caso quando non è stato conteggiato lo sgombro portato per errore e neppure il coniglio in seguito alla nostra risposta alla classica domanda sui piatti degustati.
Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609
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