Aede – Roma
- di Raffaella Nocella - 6 Febbraio 2026 alle 00:01
Aede
Via Federico Cesi, 22 – 00193 – Roma
Telefono: 06/88974793
Sito Internet: aededining.business.site
Prezzi: menù degustazione: 6 portate 60€, 8 portate 80€
Chiusura: Domenica e a pranzo
æde è un angolo di cucina nordica nel cuore di Prati, frutto delle peregrinazioni internazionali dello chef Fabrizio Cervellieri. Il menù è essenziale, ogni piatto parte da pochi ingredienti che ogni mese, in base a stagione e ispirazione, vengono proposti in nuove interpretazioni e sperimentazioni, giocando con consistenze, cotture e fermentazioni per pietanze che vengono presentate e raccontate solo al momento del servizio. Si può scegliere tra due percorsi da 6 o 8 portate proposti rispettivamente a 60 e 80 euro ed è prevista anche un’opzione vegetariana da 6 piatti. L’apertura della nostra cena è stata scandita da una serie di interessanti entrée: un brodo ispirato allo chawanmushi giapponese con dashi vegetale di carote e sambuco e spuma al Marsala; un jiaozi farcito con lenticchie alle cinque spezie cinesi con salsa ponzu fatta in casa; un fiore di grano saraceno fritto e croccante riempito di caponata frullata e una cialda alla senape farcita con topinambur arrosto, aglio nero e lime nero fermentato, tutto accompagnato da pane integrale e burro aromatizzato alla cipolla e sale Maldon. Abbiamo quindi proseguito con quattro antipasti, tutti molto gradevoli, con alcuni ingredienti che non sempre emergono ma aiutano a completare il piatto: una capasanta leggermente scottata, olio al dragoncello, salsa thai al cocco, lemongrass, zenzero, curry verde e midollo affumicato, una seppia a dadini leggermente scottata con cetrioli in osmosi, olio alla ’nduja e spuma di leche de tigre, del radicchio cotto a doppia pressione, accompagnato da gelato all’aglio nero e ciliege e terminato con una salsa di emulsione di ostriche e, infine, degli asparagi alla brace con salsa tzatzichi di mandorle, sommacco, cerfoglio, il tutto glassato con garum di ostriche. A seguire, ottimo il risotto con uva alla brace, burro affumicato, lime nero e caviale di aringa affumicata, come anche i ravioli assoluto di pomodori, con l’impasto del raviolo realizzato con pomodoro fermentato con all’interno pomodoro arrosto, ricotta di anacardi e completato con polvere e crema di pinoli fermentati. Tocco amaricante per il secondo, il tonno con crema amara di friggitelli alla brace e rucola, erbe selvatiche e kimchi di albicocca, in cui quest’ultimo, a nostro avviso, era in minima quantità senza riuscire a dare il giusto contrasto al piatto. Chiusura in dolcezza con il gelato di banana fermentata con aceto nero cinese invecchiato, crumble al cardamomo, chutney di prugne acidule e anice stellato, accompagnato da una cialda al sesamo bianco, seguito da un caffè anonimo, leggermente sottoestratto e dall’aroma poco persistente.
AMBIENTE
Un’unica sala arredata in modo curato ed essenziale, con la cucina parzialmente a vista, i tavoli ben distanziati e una mise en place minimale.
SERVIZIO
Curato dal titolare in persona con modi informali ma puntuali e tempi corretti.
Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609
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6 Febbraio 2026 alle 00:01