Satricum Food & Wine – Roma
- di Raffaella Nocella - 31 Gennaio 2026 alle 00:01
Satricum Food & Wine
Strada Nettuno-Cisterna, 1227 – Loc. Le Ferriere – 04100 Latina ( LT)
Telefono: 349/1923153
Sito Internet: www.maxcotilli.com
Prezzi: menù degustazione: 70/90€; “pranzetto” 25€, “cenetta” 40€; piatti 26€, dolci 15€
Chiusura: Domenica sera; Martedì e Mercoledì
Confermiamo con piacere il voto a questo locale poliedrico, capace di unire qualità, creatività e un’ospitalità sempre attenta. Immerso in una location affascinante, impreziosita da un ampio e suggestivo spazio esterno, il ristorante propone formule fisse particolarmente convenienti come il “pranzetto” a 25€ o la “cenetta” a 40€, accanto a serate a tema, spesso di ispirazione etnica, durante le quali lo chef ha modo di attingere alle sue esperienze internazionali. Il cuore dell’offerta resta però il menù degustazione, espressione del fervore creativo da sempre motore dello chef Max Cotilli, che cambia periodicamente tema e che è disponibile in due versioni: una lunga da otto portate a 90€ e una da cinque a 70€. Dopo averci incantati lo scorso anno con un viaggio gastronomico ispirato all’epopea di Ulisse, passando poi per la sempre attuale favola di Pinocchio, per la stagione estiva di quest’anno Cotilli ha scelto di rendere omaggio all’Agro Pontino, conducendo i suoi ospiti attraverso un percorso tra sapori, prodotti e suggestioni legate al territorio e alle personalità che ne hanno segnato la storia. Rievocando il mito dell’origine della palude pontina, il fedifrago Zeus è rappresentato da un pane a forma di fulmine, dal sentore erbaceo e speziato, servito con un burro ai fiori, la vendicativa Giunone viene evocata da una sorta di taco fatto con pelle d’arancia, ripieno di morbidella di capra, l’ignara ninfa Feronia diventa una farfalla croccante posata su un bocciolo di anguria fermentata con alofite e crema di mandorle. Piatti scenografici, non esplosivi nel gusto ma stuzzicanti al punto giusto per aprire il pasto. Si prosegue restando in tema di divinità con Mater Matuta, un antipasto che unisce una buona mozzarella di bufala tiepida a briciole di pane aromatico croccante, in netto contrasto con una crema di ricci di mare quasi sotto forma di granita: il sapore era intenso e gradevole, ma il contrasto caldo-freddo risultava, in questo caso, troppo marcato. Da qui in poi è stato un crescendo. Siamo partiti con Giulio Cesare, dove il contrasto caldo-freddo era perfettamente gestito: un trancio di murena fritto, dorato e croccante, poggiava su un’acqua ghiacciata all’alloro dal gusto deciso che si sposava sorprendentemente bene con il pesce. Il piatto era accompagnato da un delizioso pane sfogliato all’alloro (ogni portata ha il suo pane fatto in casa e questo in particolare era eccellente). Dall’Antica Roma siamo passati all’Impero Bizantino con Teodorico, la cui immagine troneggiava su una speziata crema “bizantina”, circondata da un freschissimo mosaico di tonno, vivacizzato da pomodorini semi-disidratati, frutta secca e spezie za’atar. Si attraversa il Rinascimento con Leonardo che ha ispirato i fusilloni marinati in acqua di rosa e alchermes, i quali hanno lasciato in bocca una gradevole nota dolce-amara che si sposava alla perfezione con la sapidità del caviale. Le parole di Goethe, che durante il suo Grand Tour definì l’Agro Pontino “la terra più selvaggia d’Italia”, si sono incarnate in un piatto a base di anatra, dove il petto è risultato cotto magistralmente, mentre la coscia è diventata un succulento bon bon dal gusto deciso di burro bourguignonne alle erbe. Sorprendente anche il piatto di faraona alla Marengo, dal sapore ricco, quasi barocco, nell’abbinamento con gamberi e salsa cocktail. A completare la portata, una caramellatura con il ritratto neoclassico di Napoleone che svetta al centro del piatto. Buffalo Bill chiude la parte salata di questo sorprendente viaggio tra contrasti di sapori e temperature: stracci di pasta al carbone avvolgono un pastrami di bufala dal gusto intenso, ammorbidito da carnose ciliegie. Il menù non smette di stupire nemmeno con il dessert: la Santa è un dolce omaggio a Santa Maria Goretti, protettrice dell’Agro Pontino: il suo giglio è qui realizzato in marzapane e meringhe che andavano a coprire una delicata e cremosa cheesecake, dal gusto confortevole. In chiusura una piccola pasticceria che si è rivelata più una raffinata selezione di cioccolatini golosi, accompagnata da un caffè 100% arabica, discretamente intenso ed estratto alla perfezione.
AMBIENTE
Il locale è ampio e arredato con cura, giocando sull’alternanza tra legno e metallo che conferisce alle sale un tocco moderno permeato da un certo calore familiare e accogliente. Lo spazio esterno consta di un bel giardino godibile con la bella stagione, elegante e suggestivo.
SERVIZIO
La titolare, Sonia, se ne occupa in prima persona e da tutte le sue azioni, dal presentare i piatti al consigliare il vino, traspare la passione che mette nel suo ristorante, ma anche grande professionalità ed attenzione al cliente.
Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2026 – www.lapecoranera.net0609
Scarica l’app GRATUITA Buon APPetito e troverai oltre 1.000 recensioni indipendenti sui locali di Roma, Milano e Torino