Chinotto tricolore addio, Coca Cola si compra l’azienda italiana Lurisia

19 Set 2019 16:49 - di Elsa Corsini

Addio italico Chinotto. O quasi, la bevanda analcolica dall’inconfondibile retrogusto amaro, simile alla cola, passerà di mano. Entro la fine del 2019 Coca Cola acquisirà Lurisia, la storica azienda di acque minerali e bibite (tra cui il chinotto) del gruppo controllato dal fondo d’investimento privato IdeA Taste of Italy, dalla famiglia Invernizzi, e da Eataly Distribuzione, per un valore di 88 milioni di euro. La società Coca Cola Hbc ha sottoscritto un accordo preliminare di acquisizione dell’impresa italiana che produce da decenni acque minerali e bibite come gazzosa, aranciata e chinotto. La chiusura dell’acquisizione, con il supporto di The Coca Cola Company, è attesa per la fine dell’anno, ma gli accordi sono già stati presi e indietro non si torna. Come noblesse oblige Piero Bagnasco, attuale presidente e amministratore delegato di Lurisia, e Alessandro Invernizzi rimarranno nel Consiglio di amministrazione dell’azienda «al fine di assicurare una continuità di business» oltre che gli azionisti.

Così Lurisia, conosciuta anche come Acque Minerali, fondata nel 1940 e con sede a Roccaforte Mondovì, in provincia di Cuneo, si aggiunge ai già quattro stabilimentidi Coca-Cola Hbc Italia presenti in Campania, Abruzzo, Basilicata e Veneto, dove ha sede il più grande centro produttivo di Coca-Cola in Europa. Una realtà italiana che vale quasi 45 milioni di euro: l’acquisizione di Lurisia completa l’attuale portafoglio di bevande Coca-Cola in Italia e supporta la spinta dell’azienda a offrire ai consumatori un autentico marchio italiano. Tra i principali produttori di Chinotto oltre a Lurisia ci sono la Sanpellegrino, oggi controllata dal gruppo multinazionale Nestlé, che lo esporta in tutto il mondo col marchio commerciale Chinò,  e la a storica società Neri di Capranica che ha riavviato l’attività di produzione del chinotto come Cin8Neri dopo un lungo periodo di arresto della produzione.

L’operazione commerciale non è andata giù a Slow Food, l’associazione fondata da Carlin Petrini in Italia nel 1986, che alla notizia del colpaccio di Coca Cola a deciso di interrompere la collaborazione con Lurisia. «Apprendiamo dagli organi di stampa del passaggio di proprietà di Lurisia al gruppo Coca Cola – si legge in una nota – Lurisia ha sostenuto l’attività di Slow Food a partire dal 2007, principalmente in veste di partner dei grandi eventi: Cheese, Slow Fish e Salone del Gusto. Con l’edizione 2019 di Cheese, al via nel fine settimana, si conclude la collaborazione, che non verrà rinnovata». Per Slow Food, che da sempre si batte contro le multinazionali e a tutela dei piccoli produttori e delle eccellenze tipiche locali, non è infatti pensabile continuare una partnership con uno dei primi gruppi mondiali nel campo alimentare.

Commenti

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  • federico 20 Settembre 2019

    Slow Food si batte anche contro la TAV…