Il grande campione
Zoff e la dura accusa alla Nazionale: “E’ una mazzata terribile, altro che azzurri eroici”
L'ex portiere campione del mondo lancia un'accusa profonda al sistema calcistico dopo la mancata qualificazione
Dino Zoff, campione del mondo del 1982 e leggenda del nostro calcio, accusa il sistema calcistico dopo la disfatta in Bosnia, in un’intervista a Repubblica.
Una dura mazzata
“Ho sentito le parole del ministro Abodi, non so se tocchi a lui rifondare, aspettiamo di capire cosa faranno in Federazione. Il mondo dello sport deve essere gestito dagli uomini di sport” dice Dino Zoff.
Tra le due squadre in campo a Zenica i valori “tanto diversi non erano. Ero ottimista, volevo pensare positivo. Credevo che ce l’avremmo fatta stavolta. Purtroppo, non è andata bene”. Convocazioni, formazione, sostituzioni: il ct Gattuso ha fatto le scelte giuste? “In questo momento -risponde- non è che ci sia tanta scelta tra i calciatori italiani”.
Le sue dimissioni da commissario tecnico
Zoff nel 2000 da ct dopo la finale degli Europei persa ai tempi supplementari con la Francia si dimise: “feci delle considerazioni personali dopo quella sconfitta bruciante, in una finale, al golden goal. Almeno ci eravamo arrivati. Ma è successo tanto tempo fa, non me ne faccia parlare”. Il ministro dello sport Abodi ha chiesto al presidente della Figc Gravina di fare un passo indietro. Condivide? “La richiesta del ministro in una situazione del genere è lecita, ci mancherebbe. Su questo preferisco non dare giudizi. Non voglio arrogarmi compiti che non mi spettano“.
“Ci sono circostanze e momenti diversi. Non è tutto uguale, mai. In questi casi bisogna scavare dentro sé stessi e fare quello che si ritiene giusto. Sono decisioni intime, dettate da tanti fattori. Non mi piace dire bravo a qualcuno che si dimette e condannare chi non lo fa”.
Una mazzata tremenda
Dino Zoff parla anche di “mazzata tremenda. Altro che eroici. Delusione. Tristezza. Dobbiamo ricordarci quello che il calcio italiano rappresenta nel mondo. Grandi trionfi, i quattro Mondiali. Saltare la terza edizione di fila per un Paese come il nostro non è normale. È un’esclusione pesante. C’è qualcosa che non va, non si può parlare di sfortuna”.
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Politica - di Redazione