Scontro totale
Volano gli stracci dal campo al Palazzo, Renzi pubblica le foto di Lotito che dorme in aula. La replica sul pezzo del senatore del pallone
Renzi-Lotito, è scontro totale: il leader di Iv pubblica la foto del patron della Lazio dormiente che, a sua volta, replica con una sforbiciata in area di rigore. Ma non è solo una questione di pallone, bensì una vera e propria rissa istituzionale a colpi di post, percentuali di presenza e scatti rubati. Lo scontro tra Matteo Renzi e Claudio Lotito infiamma il Senato, trasformando il dibattito sul rilancio del calcio italiano in un regolamento di conti personale tra il numero uno Italia Viva e il senatore azzurro (in tutti i sensi).
Scontro totale a Palazzo Madama: Renzi posta la foto di Lotito “dormiente”
Tutto nasce dall’attacco frontale di Renzi, che via social ha postato le immagini del collega di Forza Italia apparentemente addormentato tra i banchi di Palazzo Madama: «Ieri ho fatto alcune proposte in Tv per rilanciare il calcio italiano. Il collega senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, ha risposto attaccandomi sul piano personale. Lotito è anche il presidente della Lazio ed è per me uno dei simboli del fallimento del sistema del calcio di questo Paese», ha attaccato sui social il leader di Iv, postando alcuni scatti che ritraggono Lotito mentre dorme nell’Aula del Senato. (Sotto, il post di Matteo Renzi con le foto di Lotito su X).
Ieri ho fatto alcune proposte in TV per rilanciare il calcio italiano. Il collega senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, ha risposto attaccandomi sul piano personale. Lotito è anche il presidente della Lazio ed è per me uno dei simboli del fallimento del sistema del calcio di… pic.twitter.com/kWFrbIGBkD
— Matteo Renzi (@matteorenzi) April 4, 2026
Renzi all’attacco da fondo campo: «Lotito fa il presidente e sta in Parlamento, il sistema non è pulito»
Ma non è ancora tutto. Perché, proseguendo, a mo’ di didascalia alla foto, Renzi ha anche aggiunto: «I tifosi sanno bene che cosa ha fatto Lotito nel calcio in questi anni. Non tutti i cittadini, però, sanno cosa fa Lotito tutti i giorni in Senato. Agevolo documentazione fotografica. Questa è la classe dirigente che vorrebbe darmi lezioni. Buona Notte!». Come se non bastasse, infine, il leader di IV ha anche rincarato la dose a L’Aria che tira affermando veemente: «Fino a quando abbiamo Lotito che fa il presidente e siede in Parlamento per fare gli emendamenti non avremo mai un sistema pulito».
La replica di Lotito non si fa attendere: «Renzi usa mio nome per ottenere visibilità»
La replica di Lotito, come prevedibile, non si è fatta attendere. E puntando tutto sul dossieraggio dei dati di presenza e sull’accusa di demagogia, il senatore di FI ha reagito, tuonando: «Le dichiarazioni di Renzi sono infondate e denigratorie. Non è la prima volta che utilizza il mio nome per ottenere visibilità, secondo un copione logoro che nulla ha a che vedere con il merito delle questioni. Pur di attaccarmi, dimentica che in Parlamento hanno operato, nel corso degli anni, numerosi presidenti di club calcistici, anche ben più noti e titolati del sottoscritto, ricoprendo talvolta incarichi istituzionali di assoluto prestigio, senza che ciò suscitasse scandalo. Neppure nei casi in cui non godevano del consenso unanime della propria tifoseria».
Lotito al contrattacco: «Stesso stipendio, ma io presente al 94% di votazioni, Renzi al 54%»
Sottolineando nelle more: «Dimentica che il compito di un senatore è presentare emendamenti. Un esercizio al quale Renzi è meno avvezzo, preferendo girare il mondo dispensando lezioni a pagamento». Ed è qui che Lotito cala la mannaia dei numeri ufficiali che, si legge in una nota diffusa dal patron della società biancoceleste, si parla di dati che «non si discutono. Si leggono. Stessa legislatura. Stessa carica. Stesso stipendio pagato dagli italiani. Poi ci sono i fatti: 54% di presenza per Matteo Renzi, 94% di presenza per Claudio Lotito. Su 7.666 votazioni, la differenza è netta: oltre 40 punti in più e assenze superiori di oltre 50 volte. Non è una sfumatura. È un divario! E non finisce qui: oltre 100 voti difformi dal proprio Gruppo» per Renzi «a conferma di una linea politica spesso variabile, non sempre coerente (in base agli interessi del momento). A questo punto la domanda è semplice: chi rappresenta davvero i cittadini in Parlamento?».
«Il Parlamento non è un palco, né una parentesi tra un impegno e l’altro»
Chiosando in calce con immancabile nettezza: «Fa sorridere – si legge ancora nel testo della nota di Lotito – che a fare polemica sia chi è tra i meno presenti. Mentre altri garantiscono presenza costante e lavoro quotidiano, anche nelle commissioni e spesso lontano dai riflettori. Il Parlamento non è un palco. Non è una parentesi tra un impegno e l’altro. È un dovere. C’è chi lo esercita ogni giorno. E chi, invece, lo interpreta a intermittenza. Gli italiani non hanno bisogno di slogan. Hanno già i numeri».
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