Senza tregua?
Usa e Iran ricevono un piano di pace dal Pakistan. E sul tavolo dei negoziati piomba l’uccisione del capo degli 007 dei pasdaran
Proprio mentre Usa e Iran ricevono una bozza d’accordo per un piano di pace dal Pakistan, sul tavolo dei negoziati per una tregua di 45 giorni piomba la notizia dell’uccisione del capo degli 007 dei pasdaran. Una concomitanza a dir poco dirompente: mentre si discute di tregua, la guerra sul campo (e sul fronte dell’Intelligence) segna un nuovo colpo: con un comunicato reso noto dal corpo delle Guardie della rivoluzione stesso, e citato dai media di Teheran, aleggia come una pesante ombra sulle trattative la notizia dell’uccisione di Seyed Majid Khademi, colpito in un raid attribuito a Usa e Israele.
Ucciso in un raid il capo degli 007 dei Pasdaran
La conferma del decesso scuote i vertici di Teheran. Non solo. La rivendicazione politica non si è fatta attendere neanche dall’altra parte della barricata. Da dove il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha usato parole inequivocabili: lo Stato ebraico darà la caccia «uno per uno» ai vertici del regime. E ancora una volta, la strategia di Gerusalemme si palesa con lapidaria e drammatica nettezza seguendo due direttive strategiche.
Katz: «Daremo la caccia uno per uno ai leader di Teheran»
1) quella delle eliminazioni mirate. Per cui colpire le menti operative per generare un clima di costante vulnerabilità tra i leader iraniani. 2) E linea di fuoco del sabotaggio economico: oltre ai raid aerei, Katz ha confermato danni gravissimi alle industrie siderurgiche e petrolchimiche iraniane, con l’obiettivo dichiarato di portare al collasso le infrastrutture nazionali e la capacità del regime di finanziare il terrore.
I media rilanciano: «Usa e Iran hanno ricevuto piano dal Pakistan per fine guerra»
E nel frattempo, nonostante il fragore delle bombe, continuano a muoversi nelle retrovie diplomatiche i canali della mediazione. Secondo indiscrezioni diffuse dalla Reuters, Washington e Teheran avrebbero ricevuto una proposta formale dal Pakistan per porre fine alle ostilità. L’accordo quadro, ribattezzato “Accordo di Islamabad”, si articolerebbe in due fasi cruciali. Vediamo quali.
L’Accordo di Islamabad: un barlume di diplomazia
La prima: cessate il fuoco immediato. Il in cima all’ordine del giorno che prevedrebbe uno stop alle operazioni belliche per congelare il fronte. E la seconda: la riapertura di Hormuz. Lo sblocco dello stretto vitale dovrebbe arrivare entro 15-20 giorni, seguito da un vertice risolutivo proprio nella capitale pakistana. Nel frattempo, resta da sciogliere il nodo principale da cui sottende tutto il resto. Ossia, capire se l’uccisione di Khademi rappresenti l’ultimo atto di forza prima del tavolo negoziale. O se, al contrario, sia la scintilla definitiva che farà saltare l’ultimo ponte diplomatico rimasto in piedi.
Ultima notizia
Festa con sorpresa (in tavola)
Pasquetta tra fede, gite fuori porta, pic-nic e il caso di un’insolita “nutria in padella” spuntato con un sindaco del Cremonese
Cronaca - di Prisca Righetti