E due
Torino choc, si fa strada la proposta delle pipette gratis per il crack: il Pd copia Bologna per finanziare lo sballo. FdI fa muro
Siamo alle solite: non c’è limite al peggio quando l’ideologia si sostituisce d’imperio amministrativo alla prevenzione. Dopo Bologna, anche Torino sembra pronta a imboccare la strada del declino, sdoganando la distribuzione gratuita di kit per il consumo di crack. La proposta, targata Partito democratico, punta a fornire pipette sterili ai tossicodipendenti con la scusa della “riduzione del danno”. Un’iniziativa che, sotto la maschera di un presunto progressismo europeo, nasconde in realtà la bandiera bianca davanti al narcotraffico.
Torino come Bologna? Pipette sterili gratis per il crack: la proposta
Ma, come anticipato dal titolo, mentre dal Comune provano a istituzionalizzare un progetto che ricalca le orme della città emiliana a guida dem con Lepore, si scatena la bufera. Anche perché, come riferisce Il Giornale sul tema, e come ha dichiarato in una conferenza stampa Teresa Vercillo, segretaria del Circolo Pd Torino 6 Barriera Di Milano-Falchera, la giustificazione sarebbe legata a questa precisazione (e giustificazione): «”Non è il modello Bologna, è il modello Europa. È il modello che funziona”», ha asserito e rivendicato Vercillo. «Un approccio – commenta il quotidiano milanese – che lascia molti interrogativi sul campo sulla sua efficacia ed eticità, anche perché per l’acquisto verrebbero ovviamente utilizzati soldi pubblici».
Se lo Stato ti regala la pipa, il consumo viene di fatto normalizzato?
Perché il punto, in sostanza, torna ad essere un po’ questo: fornire gli strumenti per sballarsi con soldi pubblici non è assistenza. Diventa complicità. Come denunciato con fermezza da Fratelli d’Italia, allora, questa strategia rischia di trasformare la lotta alla droga in una vera e propria resa istituzionale. E il messaggio che arriva alle giovani generazioni è devastante: se lo Stato ti regala la pipa, il consumo viene di fatto normalizzato, quasi fosse un’attività da svolgere “in sicurezza”, anziché una piaga da eradicare.
Kit sterili per il crack gratis: il muro di FdI
Allora, in linea di coerenza, Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte e presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris, in riferimento alle parole dell’assessore alle Politiche sociali, Jacopo Rosatelli, sulla distribuzione di kit sterili prima enuncia: «Non un euro regionale per le pipette da crack. È questa la nostra posizione, netta e senza ambiguità, di fronte a proposte che rischiano di trasformare la lotta alla droga in una resa istituzionale. Per noi è un argomento chiuso in partenza».
«Le istituzioni pubbliche non possono arrendersi, né tantomeno facilitare il consumo»
Poi aggiunge netto in assoluta sintonia con le posizioni del centrodestra comune denominatore in ogni città: «Le istituzioni pubbliche non possono arrendersi, né tantomeno facilitare il consumo: distribuire strumenti per assumere droga significa legittimarla e abbassare la guardia su un fenomeno devastante. Diciamo un secco no alla normalizzazione del consumo di droga e a politiche che confondono assistenza con complicità».
Del resto, è ormai arci-noto a tutti: il crack è un veleno che divora i quartieri, da Barriera di Milano a Falchera (un quartiere della Circoscrizione 6 di Torino, situato nella periferia nord della città, ndr), alimentando criminalità e degrado. Rispondere a questa emergenza facilitando l’assunzione della sostanza è un paradosso logico ed etico. Pertanto, le istituzioni hanno il dovere di stare dalla parte della legalità e della salute. Non il compito di accompagnare per mano il tossicodipendente verso l’abisso.
Torino, pipette gratis per il crack? Non grazie: per FdI la droga non si gestisce, si combatte
Perché la vera solidarietà non si misura in pipette distribuite. Ma in posti letto nelle comunità di recupero. In percorsi di disintossicazione seri. E in una presenza capillare delle forze dell’ordine per smantellare le piazze dello spaccio. Per questo l’opposizione del centrodestra in Regione Piemonte è netta: non un euro pubblico deve essere destinato a incentivare il consumo. La droga non si gestisce. Si combatte.
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