I rischi sul pedaggio
Stretto di Hormuz, Trump infuriato con l’Iran: “Stanno bloccando il passaggio del petrolio, non è questo l’accordo”
«Teheran sta facendo un pessimo lavoro, alcuni direbbero persino imbarazzante, nel bloccare il passaggio del petrolio attraverso lo stretto di Hormuz. Non è questo l’accordo che abbiamo». A scriverlo su Truth social, senza mezzi termini, è stato Donald Trump, che ha protestato per l’ennesimo blocco del percorso in cui passano la maggior parte delle navi mercantili di tutto il mondo. Giovedì, il presidente americano aveva già messo in guardia l’Iran, spiegando che avrebbe fatto meglio ad evitare l’immissione dei pedaggi lungo lo stretto per chiunque desiderasse passare. In base ai dati di tracciamento navale, la gran parte delle navi che hanno varcato lo stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore erano collegate all’Iran, mentre altre imbarcazioni avrebbero rinviato i viaggi nonostante il cessate il fuoco di due settimane, pattuito questa settimana tra Teheran e Washington.
Quindici navi in tutto hanno attraversato le acque iraniane da quando, martedì sera, è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo gli analisti marittimi di Lloyd’s List, la chiusura di Hormuz iniziata cinque settimane fa, dopo l’inizio del conflitto, ha lasciato quasi 800 navi bloccate, di cui la gran parte erano cariche di merci.
L’Iran mette i pedaggi nello stretto di Hormuz e Trump si infuria
Giovedì, l’agenzia di stampa russa Tass, citando una fonte iraniana di alto livello, ha annunciato che la Repubblica islamica garantirà il passaggio dello Stretto a non più di 15 navi al giorno. Ma per il presidente americano il problema non sembra riguardare il numero delle imbarcazioni a cui sarà consentito lasciare il golfo, quanto la possibilità che i Pasdaran possano guadagnare imponendo dei dazi doganali a chiunque decida di entrare o uscire. Secondo le stime di Jp Morgan, l’Iran potrebbe guadagnare tra 70 e 90 miliardi di dollari l’anno con i pedaggi, nell’ipotesi che si riesca a tornare a un passaggio medio giornaliero di 100-130 navi.
Secondo studi separati e condotti da Kpler e Lloyd’s List Intelligence, tre petroliere, tra cui una super imbarcazione in grado di trasportare 2 milioni di barili di petrolio, una nave cisterna per il rifornimento di carburante e un’altra di dimensioni inferiori, hanno lasciato le acque territoriali iraniane nelle ultime 24 ore. Inoltre, i dati affermano che nello stesso lasso di tempo sono partite anche quattro navi portarinfuse, tra cui una che trasportava minerale di ferro proveniente dall’Iran e diretta verso la Cina.
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