Numeri contro falsità
Stipendi aumentati del 3,1 per cento nel 2025. Arriva una sonora sberla alla Schlein dal report Cisl
Il rapporto conferma la linea del governo ribadita dalla premier alle Camere. I salari battono l'inflazione per il secondo anno consecutivo. La segretaria dem aveva sostenuto il contrario alla Camera, ma arriva la prima smentita. FdI: "Citofoni a Palazzo Chigi per prendere appunti"
Gli stipendi battono l’inflazione. Il secondo semestre 2025 conferma il recupero delle retribuzioni contrattuali, che aumentano del 3,1%. Mentre l’inflazione (Ipca) si attesta all’1,7%, e cala di quasi 10 mesi l’attesa per i rinnovi, che scende da 27,9 a 18,9 mesi. È quanto emerge dal terzo Report Cisl sulla Contrattazione Collettiva Nazionale, basato su dati Istat, Ocpi e Inps: è stato diffuso dal Dipartimento Contrattazione della Confederazione di Via Po, e non dal centro studi di FdI. I dati son o in linea con quanto ribadito dalla premier Meloni in Parlamento. Pertanto, il secondo semestre 2025 conferma il recupero retributivo già avviato nel 2023. Il rapporto della Cisl smentisce la leader del Partito democratico che alla Camera aveva negato il lavoro fatto dal governo. Confutando di fatto i report ufficiali.
Lavoro e stipendi: il report Cisl gela Schlein e opposizioni
Nel 2025 sono stati recepiti dall’Istat 33 contratti collettivi nazionali che riguardano 4,7 milioni di lavoratori: il 37,1% del monte retributivo. Nel secondo semestre i rinnovi sono stati 14, con una forte accelerazione nel quarto trimestre. A fine anno risultano in vigore per Istat 48 contratti, che coprono 7,6 milioni di dipendenti (57,8%). Dunque, ricapitolando: dopo la grave erosione del potere d’acquisto del 2022-2023 (quasi -9% dal picco del terzo trimestre 2021 a fine 2022), si è avuta una ripresa graduale ma costante. Le retribuzioni di fatto in termini reali segnano un recupero del 5,4% rispetto al minimo, con un gap residuo rispetto al 2019 di circa -1,7% al secondo trimestre 2025.
Osnato: “Gli stipendi crescono nonostante le menzogne delle opposizioni”
Arriva la prima smentita alle accuse delle opposizioni in tema lavoro. Il presidente della Commissione Finanze e responsabile economico di FdI, Marco Osnato, sottolinea subito il fact-checking. La sinistra impari. “Nonostante l’incessante e menzognero ritornello delle opposizioni e dei mass media loro collaterali, gli stipendi reali in Italia crescono. Come è sempre stato dall’insediamento del Governo Meloni: i livelli retributivi devono crescere in valore assoluto, non c’è dubbio. Ma negli ultimi anni la loro crescita ha superato l’inflazione” Questo comporta “che alle famiglie restano più soldi in tasca a fine mese rispetto al 2022”. A questo si aggiungono altri obiettivi centrati dal governo: l’effetto della contrattazione di secondo livello e della defiscalizzazione dei rinnovi; la riduzione della tassazione di premi di produttività e straordinari festivi e notturni e di vari incentivi; la riduzione delle prime aliquote fiscali.
Stipendi, rapporto Cisl, FdI: “Conte e Schlein citofonino a Palazzo Chigi…”
“Perciò fa quasi sorridere, ma un po’ ci indigna pure- sottolinea Osnato- che i protagonisti della pessima stagione del passato cerchino ancora oggi di darci lezioni”. “Conte e Schlein possono sempre citofonare a Palazzo Chigi e chiedere qualche suggerimento al presidente Meloni: noi continuiamo a lavorare per gli Italiani!”. Il recupero delle retribuzioni dimostrano l’efficacia dell’azione portata avanti dal governo Meloni. Lo evidenzia Lorenzo Malagola, deputato di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Lavoro. I dati sono rilevanti “perché dimostrano concretamente il valore della contrattazione di secondo livello, che rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere i redditi dei lavoratori e che va ulteriormente incentivata”. Non resta altro che proseguire su questa strada “per rendere strutturale la crescita dei salari e contrastare in modo serio il lavoro povero”. Capito Schlein? “Senza le impraticabili scorciatoie ideologiche che la Cgil di Landini, braccio armato della sinistra, insiste ostinatamente a proporre”.
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