Alleati non sudditi
Stefania Craxi sul no agli Usa su Sigonella: “Meloni ha riaffermato la nostra sovranità, come fece mio padre”
“Sorpresa? Per niente, perché ritengo che, al di là della propaganda, la postura di questo governo, come 41 anni fa, sia sempre stata la stessa: alleati ma nel reciproco rispetto del diritto internazionale e degli accordi sottoscritti assieme”. Lo afferma Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, in una intervista a La Stampa, commentando la vicenda della base di Sigonella ed il parallelismo con la crisi che vide protagonista il padre Bettino Craxi.
Stefania Craxi a La Stampa e Corriere fa il punto su Sigonella
“Capisco che susciti reminiscenze, ma non esiste alcun rapporto tra la vicenda di questi giorni e quella del 1985, allora non si discusse sull’uso delle basi, ma al centro c’era il problema della consegna dei dirottatori dell’Achille Lauro”. Nel ricostruire la posizione del padre, sottolinea che “il governo italiano riteneva dovessero essere processati in Italia, cosa che è accaduta, visto che sono stati tutti condannati, Craxi è stato sempre un uomo dell’Occidente e la sua non fu una sfida all’America ma semmai la richiesta di rispettare il diritto internazionale”.
“Orgogliosa del gesto patriottico di 41 anni fa di mio padre”
Un concetto ribadito nell’intervista al Corriere della Sera. “Sono stata e sono molto orgogliosa di come Bettino Craxi gestì quella crisi, difendendo le ragioni dell’Italia, la sua sovranità e la legge internazionale. Quel ‘no’ all’America fu un atto patriottico. L’ultimo atto del nostro Risorgimento”. Craxi ricordando quanto accaduto nel 1985 a Sigonella parla di una vicenda “non paragonabile” con quella raccontata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, ma – aggiunge Craxi – “almeno spero che i giornali ora smettano di scrivere che il governo Meloni è appiattito su Trump”.
“Nessuna rottura con Washington, rispettiamo il diritto internazionale”
Secondo la figlia dello statista, il filo comune tra le due epoche risiede nel “riaffermare l’esercizio della nostra sovranità, il rispetto degli accordi che regolano la presenza americana e l’uso delle basi, l’Italia ha un governo che pretende il rispetto degli accordi e del diritto internazionale nei riguardi del nostro Paese”. Craxi esclude rotture diplomatiche con Washington, parlando di “un atlantismo della ragione” e spiegando che “le norme che regolano l’uso delle basi in parte sono coperte dal segreto di Stato e le basi possono essere utilizzate solo per operazioni Nato, di tipo logistico, non offensive”.
Ricordando infine il carattere del padre aggiunge che “era un uomo che ragionava secondo le sue convinzioni profonde, mai sulla base delle opportunità, lui non aveva alcuna intenzione di mettersi contro gli Usa, ma di far rispettare il diritto internazionale e la sovranità italiana” nonostante le molte pressioni ricevute da chi gli suggeriva che non fosse opportuno mettersi contro gli Stati Uniti.