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Sottoscritto a tempo di record il nuovo contratto della scuola

Un'altra promessa mantenuta

Scuola, accordo sul contratto: 143 euro in più al mese per gli insegnanti. Meloni: “Rinnovo da record”

In tre anni firmati tre contratti. Il rinnovo di oggi, sottoscritto anche dalla Cgil, è arrivato prima della scadenza e a pochi mesi dalla precedente sottoscrizione, che sanava il pregresso. Soddisfazione di Zangrillo e Valditara

Politica - di Sveva Ferri - 1 Aprile 2026 alle 14:33

Sono bastati tre incontri per portare a casa il risultato: la firma dell’accordo sulla parte economica del contratto della Scuola per gli anni 2025-2027. L’intesa riguarda 1,3 milioni di dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca, prevede incrementi medi di 137 euro mensili per 13 mensilità che arrivano 143 euro per gli insegnanti. Si tratta di un record non casuale, ma legato alla precisa volontà politica di dare risposte in tempi rapidi al settore. Un’accelerazione impressa fin da subito dal governo, che ha consentito di recuperare il lungo gap ereditato: il contratto firmato oggi è infatti il terzo chiuso in tre anni, dopo quelli relativi ai trienni 2019-21 e 2022-24. Considerando tutti e tre i rinnovi l’incremento medio delle buste paga arriva a 395 euro: 412 euro per i docenti e 304 euro per gli Ata. Inoltre, per quanto riguarda l’ultimo contratto, il personale maturerà arretrati stimati al 30 giugno 2026 da circa 815 euro a circa 1.250 euro. “Il Governo continua a lavorare sull’aumento dei salari. Oggi la firma del rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione, per il triennio 2025-2027, che interessa oltre un milione di dipendenti. È il terzo rinnovo per il comparto Istruzione dall’inizio della legislatura: una cosa mai accaduta prima”, dice Giorgia Meloni.

Zangrillo: «Raggiunto un obiettivo straordinario»

«Quello che avevamo promesso abbiamo mantenuto: tre rinnovi per la Scuola in tre anni, con l’ultimo firmato appena quattro mesi fa. Un obiettivo che possiamo considerare straordinario e che abbiamo raggiunto», ha sottolineato il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. «Abbiamo garantito così – ha proseguito il ministro – con i tre rinnovi un incremento complessivo superiore al 16% per 1,3 milioni di lavoratrici e lavoratori del comparto. Come promesso: ritmo, continuità e basta ritardi. E lo dimostra il fatto che abbiamo già stanziato le risorse per il prossimo triennio 2028/30».

Sindacati soddisfatti per il «cambio di passo». E firma anche la Cgil

Il contratto è stato sottoscritto da tutti i sindacati, Cgil compresa. A confermare l’eccezionalità del risultato sono stati gli stessi rappresentanti dei lavoratori. La sottoscrizione del contratto, ha sottolineato il segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D’Aprile, «è un passaggio significativo in una fase economica del nostro Paese caratterizzata da una forte inflazione. Firmare un contratto ancora non scaduto è risultato che segna un cambio di passo. Si tratta di una sottoscrizione avvenuta in vigenza contrattuale, come raramente accaduto in passato». Per l’omologa della Cisl, Ivana Barbacci, «la puntualità dei rinnovi è uno dei fattori che incidono molto sull’efficacia della tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni».

Valditara: «Finta la stagione dei blocchi e dei ritardi»

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che ha sottolineato come la sottoscrizione di oggi sia stata «possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale» e quella dei tre contratti nel complesso «grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo governo a cui abbiamo aggiunto come ministero dell’Istruzione e del Merito risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019-2021 e 240 milioni per il 2022-2024». «Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della Scuola», ha concluso il ministro.

Aran al lavoro sulla parte normativa

Ora mancano solo i passaggi normativi formali – la verifica di compatibilità finanziaria da parte delle amministrazioni competenti, quelli passaggi governativi e certificazione della Corte dei conti – al termine dei quali il contratto potrà essere sottoscritto in via definitiva e acquistare efficacia giuridica. Nel frattempo, Aran convocherà a breve il tavolo negoziale per proseguire, senza soluzione di continuità, la trattativa sulla parte normativa del Ccnl 2025-2027: relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare contrattuale e tutti gli altri istituti che completano il quadro regolatorio del comparto. Inoltre sarà disciplinata la tutela legale del personale vittima di aggressioni nei luoghi di lavoro. Parallelamente, per quanto riguarda gli altri comparti, le Funzioni centrali sono già al tavolo; per le Funzioni locali si attende l’atto di indirizzo per la convocazione immediata; seguirà quindi il tavolo della Sanità.

Il risultato di una precisa volontà politica

«L’avvio e la chiusura della nuova tornata in meno di quattro mesi confermano la volontà del governo, dell’Aran e delle parti sindacali di assicurare continuità e tempestività alla contrattazione collettiva pubblica», fa sapere l’Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. «Sono molto soddisfatto – ha detto il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo – di questa rapida conclusione della parte economica di un contratto molto complesso, che riguarda circa un terzo di tutti i dipendenti pubblici italiani. Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e ricerca è il primo contratto a essere firmato. È un risultato che misura la qualità del dialogo costruttivo instaurato con tutte le organizzazioni sindacali, che hanno firmato all’unanimità. Si sta recuperando il ritardo accumulato negli anni passati, e lo si fa con continuità, rapidità e consenso».

 

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