Dogmatismo laico
Sanchez vuole inserire il diritto all’aborto nella Costituzione spagnola, ma non ha i numeri in Parlamento
Il voto dei 3/5 delle Camere non arriverà mai per l'opposizione dei popolari e di Vox. Dura critica della Chiesa al Premier iberico
Pedro Sanchez come Emanuel Macron, la Spagna come la Francia. Lo stato iberico ha messo in Costituzione il diritto inalienabile all’aborto. Due stati di grande tradizione cattolica che inseguono il dogmatismo laico. La riforma del governo spagnolo, però, non dovrebbe avere la maggioranza necessaria richiesta in Parlamento, rimanendo un atto inutile e propagandistico.
La decisione spagnola
Lo scorso 7 aprile il Consiglio dei Ministri spagnolo ha infatti approvato il progetto di riforma per inserire il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza direttamente nella Costituzione spagnola, specificamente all’interno dell’Articolo 43.
La riforma mira a rendere l’aborto un diritto “intoccabile”, seguendo l’esempio della Francia (che lo ha fatto nel 2024). La Spagna diventerebbe così il secondo Paese al mondo a costituzionalizzare questo diritto.
Dopo il via libera del governo, la palla passa ora alle Cortes (il Parlamento spagnolo) per l’approvazione definitiva, che richiede una maggioranza qualificata dei 3/5 in entrambe le camere. E qui nascono i problemi per il leader socialista.
L’opposizione del centrodestra
La coalizione di governo (PSOE e Sumar) detiene una maggioranza risicata, spesso legata al sostegno di un solo voto, e non raggiunge minimamente la soglia dei 3/5 senza il Partito Popolare e senza Vox. Al Senato la situazione è ancora più difficile, poiché il Partito Popolare detiene la maggioranza assoluta e ha già dichiarato, insieme a Vox, che non sosterrà la riforma. Esisterebbe una via secondaria (maggioranza semplice in una camera, due terzi nell’altra e poi referendum), ma anche in questo caso il rifiuto delle opposizioni rende il percorso politicamente sbarrato.
Solo puro propagandismo
Molti analisti iberici ritengono che, pur sapendo di non avere i numeri, il premier stia usando questa iniziativa come strategia politica. L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare semplicemente la sua identità progressista con un provvedimento spot, che non passerà mai. Facendo rimbalzare il fallimento dell’operazione al centrodestra.
La feroce critica della Chiesa
La Conferenza Episcopale Spagnola, attraverso i suoi portavoce e diversi vescovi, ha sollevato critiche su più livelli. La critica di fondo è che la Costituzione dovrebbe proteggere la vita, non sancire la sua interruzione. Monsignor Francisco César García Magán, segretario generale della CEE, ha dichiarato: “Una società che non protegge la vita nascente è una società che cammina verso l’autodistruzione”.
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