Pessimi propositi
Rosy Bindi ha fatto un sogno che pare un incubo: “Un Prodi più giovane per il centrosinistra”
Rosy Bindi ha un sogno. Decisamente più prosaico di quello formulato da Martin Luther King. Un sogno che include un “Prodi più giovane”, in pratica una Mortadella più fresca, ma altrettanto indigesta per gli italiani. Capace sicuramente di provocare una pessima digestione agli elettori con conseguenti incubi. L’ex ministra della Salute argomenta il suo sogno in un’intervista al Corriere della Sera.
“Schlein e Conte bocciati, non si legittimano tra loro”
“Schlein e Conte non vanno bene per guidare il centrosinistra? Non è che non li considero adeguati, il problema è che non si legittimano tra loro. Per me andrebbero bene tutti e due e non farei alcuna fatica a votarli, anche se preferirei una donna”. Così Rosy Bindi dopo aver lanciato l’idea di un ‘facilitatore’ che metta pace tra la segretaria dem e il leader del M5s.
“Da quando ho lanciato questa proposta mi hanno scritto e telefonato in tanti, segno che c’è interesse. Non sono la sola a pensarla così – sottolinea -. Se la rifiutano non me la prendo a male, il mio voto non lo perderanno mai. Ma penso sappiano che sto esprimendo un sentimento condiviso, senza congiure o retropensieri.Per cui dico, perché non ci fate una riflessione sopra?”. “Il problema è che Conte e Schlein non si riconoscono e non si legittimano tra di loro”, ribadisce spiegando che “il rischio è che le primarie finiscano per dividere e non per unire. Al referendum il voto è stato sulla Costituzione, mentre ora l’unica cosa che gli elettori percepiscono è la competizione tra i due leader. Tutto questo impegno dovrebbe essere messo sull’elaborazione di un programma, invece che su una cosa divisiva come le primarie”.
L’identikit di Bindi del nuovo Prodi: Bersani da federatore
Per questo, aggiunge Bindi, invoca “intanto un facilitatore di programma che li costringa a superare le antinomie. Una cosa di buon senso. Che poi, potrebbe anche essere il candidato premier. Ci vuole un nome riconosciuto, che non sia in competizione. Altrimenti non si risolve il problema”. “Il centrosinistra oggi ha solo bisogno di unirsi e lo può fare sul programma, non sulla competizione tra le persone. Lascerebbe ferite che poi alle elezioni non si ricompongono”, conclude dribblando la domanda sul nome del possibile ‘facilitatore’: “Un Prodi più giovane? Esatto. Tipo Pier Luigi Bersani? Ora devo proprio andare”. A fare qualche altro sogno da togliere il sonno agli italiani?
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Politica - di Eva De Alessandri