Dopo la disfatta in Bosnia
Non sparate su Gattuso, Ringhio merita l’onore delle armi. “Lascio con l’azzurro nel cuore”
Il tecnico calabrese si dimette come aveva preannunciato ribadendo il suo grande amore per la maglia azzurra
Gennaro Gattuso lascia la Nazionale. Oggi è stata firmata la risoluzione del contratto con l’ormai ex commissario tecnico.
L’addio di Gattuso segue le dimissioni del presidente della Figc Gabriele Gravina e quelli di Gianluigi Buffon da capo delegazione azzurro, arrivate pochi giorni dopo la sconfitta contro la Bosnia nella finale dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026, costata la partecipazione alla rassegna iridata di scena la prossima estate in Stati Uniti e Messico. Lo stesso Gravina ha voluto ringraziare il tecnico calabrese.
“Lascio con dolore”
“Non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale. La maglia azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche”, scrive Ringhio sul sito delle federazione.
“È stato un onore poter guidare la Nazionale e farlo anche con un gruppo di ragazzi che hanno mostrato impegno e attaccamento alla maglia. Ma il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale. Sempre con l’azzurro nel cuore”, conclude l’ormai ex tecnico azzurro.
Nove mesi di Gattuso
Per Ringhio solo nove mesi alla guida della Nazionale. Subentrato a Luciano Spalletti, dimessosi dopo la sconfitta in Norvegia, Gattuso ha portato la squadra ai playoff, ma non è riuscito a superare l’ostacolo decisivo della Bosnia per la qualificazione ai mondiali.
La grinta del combattente
Genuino e semplice, combattente come lo era da calciatore, quando vinse i mondiali del 2006 e due Champions con il Milan, Rino Gattuso ha dato tutto quello che poteva in un periodo assai breve. Chiamato a raccogliere l’eredità di Spalletti, non ha cercato alibi. Eppure, fra l’espulsione di Bastoni e gli errori arbitrali, la partita di Zenica qualche attenuante gliel’ha lasciata.
Troppo spesso sottovalutato
Ringhio da allenatore è stato spesso sottovalutato. Ha vinto una Coppa Italia a Napoli e fatto bene anche in altre circostanze. Ha cercato di pescare il meglio possibile da una platea di calciatori ridotta. Ha anche le sue colpe, com’è giusto che sia, ma non tante. Il suo attaccamento alla maglia azzurra non era affatto finto. Aveva già detto che se ne sarebbe andato se non avesse raggiunto l’obiettivo e lo ha fatto subito. Seppure sia difficile farlo dopo una partita come quella di Zenica, merita l’onore delle armi. Sperando davvero che chi verrà dopo potrà fare meglio.
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Politica - di Redazione