Hormuz non c'entra
Nessun’emergenza carburante per gli aerei. Il presidente di Enac: “A Brindisi un problema logistico legato alle feste. Abbiamo scorte per 7 mesi”
“L’aeroporto di Brindisi rimane a secco”, “problemi per lo scalo pugliese”. La notizia choc fa velocemente il giro del mondo collegata alla chiusura dello Stretto di Hormuz – snodo decisivo per il traffico petrolifero mondiale – che comincerebbe a produrre effetti concreti anche negli aeroporti italiani. Ma la situazione reale, al netto degli allarmismi, è molto diversa. E ha più a che fare con l’exploit del traffico di Pasqua che con la guerra in Iran. Lo mette in chiaro, in un colloquio con il Giornale, il presidente di Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, Pierluigi Di Palma. L’esaurimento del carburante per gli aerei non è all’ordine del giorno. Notizia confermata anche dalla società Aeroporti di Puglia.
Il presidente di Enac: nessuna emergenza carburante per gli aerei
Ieri a Brindisi – spiega Di Palma – “l’ultimo aereo è stato rifornito alle 17 e oggi arrivano 150mila litri. Il problema è che si è creato evidentemente un effetto domino. Nel mondo del trasporto aereo si decolla normalmente con poco carburante. Si carica il necessario per raggiungere la destinazione. E avere la possibilità di atterrare in un aeroporto alternativo in caso di problemi. Quando alcuni aeroporti comunicano di non avere carburante, chi decolla tende a fare il pieno, e questo crea temporanee carenze altrove. Ma gli approvvigionamenti stanno arrivando e tutto questo poco c’entra con lo stretto di Hormuz o con la guerra”. Il fenomeno – sottolinea il numero uno di Enac – “si è manifestato in pochi aeroporti e normalmente non sarebbe diventato notizia. L’effetto domino e qualche collegamento alla crisi internazionale ha amplificato la percezione del problema”.
È un fenomeno legato al traffico di Pasqua non allo stretto di Hormuz
Non è corretto quindi parlare di riduzione delle scorte. “È una modalità di volo usuale. Il carburante è un peso e un costo per l’operatore aereo. Si cerca di caricare il minimo indispensabile. È chiaro che se alcuni distributori sono chiusi, chi parte da Brindisi tende a fare il pieno, ma questo non indica una carenza reale, solo un effetto temporaneo di logistica”. La situazione in Italia è analoga a quella degli altri scali europei. “Le notizie sullo stretto di Hormuz spingono a pensare a piani emergenziali, ma oggi l’Italia ha scorte per sette mesi. Eventuali tensioni a lungo termine richiederebbero interventi diplomatici, ma non ci sono criticità immediate”. Cosa consiglia a chi viaggia o prenota vacanze? “A chi viaggia oggi nulla di particolare. Per l’estate si può considerare un’assicurazione sul viaggio, già disponibile ma poco utilizzata. E, come nel periodo Covid, si possono riscoprire destinazioni nazionali: Sicilia, Puglia e altre regioni italiane sono perfette per vacanze vicine”. Il “dossier carburante” – conclude Di Palma – è noto da anni. “La crescita del traffico ha mostrato limiti infrastrutturali, ma ulteriori interventi sono previsti e in tempi ragionevoli il sistema potrà garantire piena efficienza”.
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