Il cuore bruciato
Morte del piccolo Domenico, la famiglia denuncia il cardiochirurgo Oppido per diffamazione
Il medico aveva affermato che i genitori del piccolo erano a conoscenza dell'alterazione dell'organo
La famiglia del piccolo Domenico, il bambino napoletano morto a seguito del trapianto del cuore bruciato, denuncia il cardiochirurgo Guido Oppido per diffamazione. Il medico aveva affermato che la famiglia del bambino era a conoscenza del fatto che l’organo espiantato a Bolzano fosse adulterato.
Il legale: “Dichiarazioni false”
«Il dottore Guido Oppido sarà anche libero di diffamare la perfusionista e l’anestesista della sua equipe asserendo che le cartelle anestesiologica e della circolazione extracorporea contengano dati alterati, ma di certo non gli consentirò di diffamare la mia assistita, Patrizia Mercolino, asserendo che ha reso false dichiarazioni ai magistrati dicendo che la famiglia era stata informata su tutto‘, ha detto il legale della famiglia, Francesco Petruzzi.
E ancora. «Voglio annunciare che martedì prossimo depositerò – sottolinea Petruzzi – una querela per diffamazione a mezzo stampa in modo tale da chiarire, una volta per tutte, il perimetro di alcune circostanze, che erano attinenti direttamente alla sfera deontologica e civile e che ora invece dovranno fare parte di un autonomo procedimento penale».
Le dichiarazioni di Oppido
Il cardiochirurgo del Monaldi, tuttora sospeso, aveva dichiarato che, «la famiglia del bambino sapeva tutto sin dall’inizio. Li avevamo informati della situazione». «Due giorni dopo il trapianto, il cuore aveva dato dei piccoli segnali e avevamo sperato che ripartisse», aveva aggiunto il medico.
«Non ho iniziato l’espianto dodici minuti prima – aveva anche aggiunto il cardiochirurgo – e nessuno mi ha avvertito che l’organo era danneggiato». La difesa sostiene di possedere foto e video della sala operatoria che dimostrerebbero la regolarità delle procedure seguite.
«Io so solamente che le cose le ho fatte bene… io sono la vittima», ha detto il professionista, sottolineando di aver salvato circa 3.000 bambini nella sua carriera.
La Procura chiede l’interdittiva per il medico
La Procura di Napoli ha chiesto per Oppido e per la collega Emma Bergonzoni la misura interdittiva (sospensione dall’esercizio della professione) con l’accusa di falso in atto pubblico.
Il contenzioso risarcitorio
La famiglia del bambino, ha avviato un’azione per ottenere il risarcimento dei danni. Inizialmente è stata avanzata una richiesta di 3 milioni di euro. Ma i legali hanno ipotizzato di estendere la cifra fino a 10 milioni di euro. La richiesta non riguarda solo il decesso di Domenico, ma solleva dubbi su altri casi passati gestiti dal chirurgo, cercando di dimostrare una presunta negligenza sistematica dell’ospedale Monaldi.
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