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Renato Arditti durante la conferenza stampa di In Libertà.. Roma, 17 dicembre 2025. ANSA/MASSIMO BARSOUM
Renato Arditti durante la conferenza stampa di In Libertà.. Roma, 17 dicembre 2025. ANSA/MASSIMO BARSOUM

Il popolare volto tv

Morte cerebrale per il giornalista Roberto Arditti. “Giallo” sull’annuncio. Le cause del malore

Cronaca - di Leo Malaspina - 1 Aprile 2026 alle 17:43

Prima l’annuncio delle agenzie, poi la smentita della famiglia. Ma le condizioni di Roberto Arditti, ricoverato dalla notte in terapia intensiva in seguito ad un arresto cardiaco, sono estremamente gravi: si parla di morte cerebrale dopo un malore, probabilmente un infarto fulminante, che lo ha colpito nella sua abitazione. Ma nel bollettini dell’ospedale San Camillo, dove il giornalista è ricoverato in rianimazione, la formula tecnica lascia qualche speranza, pur minima: “E’ sottoposto a un supporto intensivo delle funzioni vitali. La prognosi è strettamente riservata”.

La morte cerebrale di Roberto Arditti

L’ospedale San Camillo, di fatto, ha smentito la notizia sulla presunta morte di Arditti, circolata nelle scorse ore e ripresa da numerosi organi di informazione, con numerosi attestati di cordoglio da parte dei politici e di colleghi. In mattinata erano circolate informazioni sull’avvenuto decesso di Arditti a causa di un infarto.

La carriera giornalistica ai massimi livelli

Laureato in discipline economiche e sociali all’Università Bocconi di Milano. Iniziò nel 1987 come dirigente della Gioventù Repubblicana e dal 1987 al 1992 lavorò nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini.

  • Direttore news RTL 102.5 (1992-1997), con conduzione di “L’indignato speciale”.

  • Autore di “Porta a Porta” (Rai 1, 1997-2007, con interruzione).

  • Direttore de “Il Tempo” (2007-2010), poi editorialista.

  • Direttore editoriale Formiche e Airpress (dal 2018).

E’ stato anche portavoce del ministro Claudio Scajola (Interno, governo Berlusconi II, 2001-2002). Direttore comunicazione Expo 2015; fondatore Kratesis (con Swg) per politica, sicurezza e relazioni internazionali; insegnante occasionale all’IULM.

Autore del libro “Obiettivi Quasi Sbagliati” (2007, Sperling & Kupfer) sulle vittime del terrorismo degli anni di piombo.
Membro CdA Centro Studi Americani (2015-2018).

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