Il popolare volto tv
Morte cerebrale per il giornalista Roberto Arditti. “Giallo” sull’annuncio. Le cause del malore
Prima l’annuncio delle agenzie, poi la smentita della famiglia. Ma le condizioni di Roberto Arditti, ricoverato dalla notte in terapia intensiva in seguito ad un arresto cardiaco, sono estremamente gravi: si parla di morte cerebrale dopo un malore, probabilmente un infarto fulminante, che lo ha colpito nella sua abitazione. Ma nel bollettini dell’ospedale San Camillo, dove il giornalista è ricoverato in rianimazione, la formula tecnica lascia qualche speranza, pur minima: “E’ sottoposto a un supporto intensivo delle funzioni vitali. La prognosi è strettamente riservata”.
La morte cerebrale di Roberto Arditti
L’ospedale San Camillo, di fatto, ha smentito la notizia sulla presunta morte di Arditti, circolata nelle scorse ore e ripresa da numerosi organi di informazione, con numerosi attestati di cordoglio da parte dei politici e di colleghi. In mattinata erano circolate informazioni sull’avvenuto decesso di Arditti a causa di un infarto.
La carriera giornalistica ai massimi livelli
Laureato in discipline economiche e sociali all’Università Bocconi di Milano. Iniziò nel 1987 come dirigente della Gioventù Repubblicana e dal 1987 al 1992 lavorò nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini.
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Direttore news RTL 102.5 (1992-1997), con conduzione di “L’indignato speciale”.
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Autore di “Porta a Porta” (Rai 1, 1997-2007, con interruzione).
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Direttore de “Il Tempo” (2007-2010), poi editorialista.
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Direttore editoriale Formiche e Airpress (dal 2018).
E’ stato anche portavoce del ministro Claudio Scajola (Interno, governo Berlusconi II, 2001-2002). Direttore comunicazione Expo 2015; fondatore Kratesis (con Swg) per politica, sicurezza e relazioni internazionali; insegnante occasionale all’IULM.
Autore del libro “Obiettivi Quasi Sbagliati” (2007, Sperling & Kupfer) sulle vittime del terrorismo degli anni di piombo.
Membro CdA Centro Studi Americani (2015-2018).