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“Metsola faccia piena chiarezza sul caso Salis”. Parla Cavedagna

Intervista esclusiva

“Metsola faccia piena chiarezza sul caso Salis”. Parla Cavedagna

L'eurodeputato di FdI, primo firmatario della lettera inviata alla presidente del Parlamento Ue dopo il nuovo caso Salis, parla al Secolo d'Italia e spiega le ragioni dell'iniziativa: "Chi non rispetta i requisiti di onorabilità non può lavorare all’interno delle istituzioni europee"

Politica - di Giovanna Ianniello - 1 Aprile 2026 alle 09:21

Primo firmatario della lettera inviata alla presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola, per porre l’attenzione delle istituzioni europee il caso Salis, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Stefano Cavedagna, ha parlato in esclusiva al Secolo d’Italia per raccontare e le ragioni e l’obiettivo dell’iniziativa. Una vicenda che parte dal controllo delle forze di Polizia prima della manifestazione di sabato scorso a Roma e arriva al legame della Salis con Bonnin, componente del suo staff che era in stanza con lei.

On. Cavedagna, lei è il primo firmatario della missiva rivolta a Roberta Metsola sul recente, nuovo, caso salis Come mai avete deciso di portare questa storia all’attenzione delle Istituzioni europee?

Come Fratelli d’Italia al Parlamento europeo abbiamo inviato una lettera alla Presidente Roberta Metsola per chiedere piena chiarezza. Riteniamo che chi non rispetta i requisiti di onorabilità non possa lavorare all’interno delle istituzioni europee, anche alla luce del fatto che in fase di assunzione è prevista la verifica del casellario giudiziario. Una persona condannata per violenze e attacchi alle istituzioni non è compatibile con i principi di moralità e credibilità dell’ente. Inoltre, c’è un ulteriore aspetto da chiarire: il regolamento vieta l’assunzione in presenza di relazioni personali dirette, e anche su questo attendiamo risposte. Tutto ciò sarebbe molto grave.

Qual è la risposta che vi aspettate dalla Metsola e dall’Istituzione che rappresenta?

Speriamo in una verifica approfondita e che vengano riviste le procedure di assunzione di Ivan Bonnin. Se emergessero irregolarità, come eventuali falsificazioni del casellario, chiediamo sanzioni adeguate. Se invece tutto risultasse formalmente corretto, riteniamo comunque necessario riconsiderare una scelta che appare incompatibile con il ruolo ricoperto. Inoltre, sul tema della possibile relazione personale, chiediamo che vengano svolti approfondimenti nei confronti dell’on. Ilaria Salis. Persona che ricordo in questo momento dovrebbe essere in Ungheria ad affrontare un processo.

Cosa pensa dell’atteggiamento dell’eurodeputata eletta con Avs, che da subito ha attaccato le forze di Polizia e del governo raccontando la “sua versione” dei controlli, molto diversa da quella poi emersa dalle ricostruzioni dei fatti? Questo comportamento si concilia con il senso istituzionale che il suo ruolo richiederebbe?

La sinistra e la Salis non solo dimostrano poco rispetto per le istituzioni, ma, soprattutto per i cittadini onesti che invece seguono le regole. Come riportato dalla Questura, i poliziotti sono rimasti all’ingresso della porta e volevano verificare, su segnalazione di un’altra Nazione e come richiesto dagli accordi internazionali, se ci fossero estremi preoccupanti per cui dover intervenire in vista della manifestazione “no kings”. La sinistra invece di chiedere spiegazioni alle Forze dell’ordine alle quali va la nostra solidarietà, dovrebbe chiederle alla Salis stesso e a Bonnin.

Ecco, a giudicare dalle immagini così non sembra essere stato. Al fianco della Salis mentre raccontava ai microfoni il suo sdegno, c’erano sia Bonelli che Fratoianni. Secondo lei i due leader di Avs, prima di avallare le accuse contro le forze di Polizia, non avrebbero dovuto quantomeno verificarle?

Non ci stupisce più l’atteggiamento della sinistra, pronta a costruire barricate ideologiche e ad attaccare le nostre Forze dell’ordine senza verificare i fatti. I deputati Fratoianni e Bonelli prima hanno gridato alla deriva, salvo poi restare in silenzio quando sono emersi elementi diversi. Avrebbero dovuto quantomeno accertare i fatti con maggiore attenzione, invece di preferire la propaganda alla realtà. È l’ennesima dimostrazione di un evidente doppiopesismo da parte loro, che si ergono a paladini della legalità contro chi non la pensa come loro, ma continuano a difendere Ilaria Salis, che scappando dal processo si sente al di sopra della legge.

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di Giovanna Ianniello - 1 Aprile 2026