La deriva della giunta Funaro
“Mai più strade a Gentile e Almirante”: a Firenze passa il delirante bando rosso. FdI: solidarietà a Giuli
Mossa (non a sorpresa), ma parecchio ideologica del Consiglio comunale di Firenze: è passata la mozione di una lista di estrema sinistra che impegna la sindaca dem Sara Funaro e la giunta rossa a “rigettare qualsiasi proposta di intitolazione di luoghi toponomastici Giovanni Gentile e Giorgio Almirante”.
Vergogna rossa al consiglio comunale fiorentino
Un diktat da Unione sovietica, fanno sapere i “compagni” promotori della mozione, che “è anche un invito alla sindaca della Città metropolitana”, “affinché lo stesso principio si estenda agli altri Comuni della provincia. Non è un atto simbolico. È una presa di posizione netta su dove sta Firenze, su chi è, su cosa vuole costruire come memoria collettiva”. Sul filosofo Gentile, fondatore dell’Enciclopedia Treccani, un anno fa fu Fratelli d’Italia a proporre l’intitolazione di un luogo: ne nacque una polemica politiche che coinvolse anche il ministro della cultura Alessandro Giuli.
FdI: vogliono riscrivere la storia
La protesta di FdI non si è fatta attendere. «L’approvazione della mozione che esclude per sempre l’intitolazione di vie o piazze a Giovanni Gentile e Giorgio Almirante rappresenta l’ennesima pagina ideologica del Consiglio comunale di Firenze. Non è una scelta amministrativa, ma un atto politico che tenta di riscrivere la storia attraverso una vera e propria damnatio memoriae». Lo dichiarano Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia, e Simone Sollazzo, presidente di Gioventù Nazionale Firenze.
“Solidarietà al Ministro Giuli, che ha ribadito come la memoria storica non possa essere soggetta a censure”
«È paradossale – continuano gli esponenti di FdI – che, mentre la città affronta problemi concreti come sicurezza, traffico e degrado, si impongano divieti ideologici sulla memoria pubblica. La storia non si cancella per mozione: si studia e si rispetta. Piena solidarietà al Ministro Giuli, che ha ribadito come la memoria storica non possa essere soggetta a censure. Chi oggi pretende di cancellare “per legge” la storia e la memoria si erge a paladino di democrazia e libertà, ma finisce per comportarsi come le peggiori dittature, dove la sovranità non apparteneva al popolo ma a un partito “per sempre” e dove le pagine sgradite venivano cancellate a piacimento: è quanto leggiamo nella mozione approvata a Palazzo Vecchio. Troviamo infine fortemente preoccupante che il Partito Democratico guidato da Elly Schlein sia ormai contiguo alla peggior sinistra radicale, che detta la linea culturale».
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