Un commosso addio
L’ultimo saluto a Roberto Arditti, il tributo di amici e colleghi alla camera ardente: perdiamo un gigante di onestà e garbo
La camera ardente per Roberto Arditti, aperta nella chiesa sconsacrata di Santa Rita da Cascia in Campitelli, ha visto un via vai di colleghi e amici di sempre avvicendarsi per tributare l’ultimo saluto al giornalista, morto a 60 anni il 2 aprile scorso, dopo essere stato colpito da un infarto. Tra i primi ad arrivare, il vicepresidente della Camera e deputato di FI Giorgio Mulè, e la capogruppo in Senato di Forza Italia Stefania Craxi. In rappresentanza del Comune di Roma, invece, c’era l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo, Alessandro Onorato. Il funerale sarà celebrato domani (8 aprile ndr), nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio.
Arditti, Stefania Craxi: di lui ci mancherà soprattutto la sua onestà intellettuale
Poche a intense parole quelle rilasciate da Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia in Senato, fuori dalla camera ardente di Roberto Arditti. Di lui, ha detto, «ci mancherà la sua intelligenza, la sua capacità di analisi, la sua onestà intellettuale. E, soprattutto, la sua figura di persona gentile e perbene».
Arditti, Mulè alla camera ardente: la sua una lezione di misura e sobrietà
«Quando qualcuno ci lascia siamo sempre lì a pensare ai ricordi. Sembra brutto da dirsi quando si parla della morte, ma se c’è una lezione di vita che ha dato Roberto Arditti è quella di essere una persona sempre misurata, incapace di volere male. Una persona che dava il giusto peso alle cose. Aveva uno stile e una capacità di porgere il suo pensiero sempre in modo gentile. Perdiamo un gigante, e da oggi sentiremo la sua mancanza». Così Giorgio Mulè, deputato di FI e vicepresidente della Camera, nell’ultimo saluto al giornalista appena scomparso.
Occhiuto su Arditti e un legame fatto di condivisione e progettualità
Le parole del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, fuori dalla camera ardente di Roberto Arditti, ricordano invece un legame incentrato su condivisione e progettualità. «Io e Roberto eravamo molto legati, ho sempre apprezzato l’arguzia nella sua argomentazione, la sua sobrietà, abbiamo parlato fino al giorno prima della sua morte, volevamo organizzare una occasione di confronto su ciò che più liberale ci debba essere nel Paese», ha raccontato ai giornalisti uscendo dalla chiesa il president.
E con Vespa, un coro unanime sulla sobrietà e il garbo del giornalista scomparso
«Era un uomo veramente fuori dal comune perché riusciva a mantenere sempre un grandissimo equilibrio. Mai una voce alta… E poi aveva questa straordinaria capacità di cambiare mestiere. Io l’ho preso a Porta a Porta, lui veniva dalla radio, poi ha scritto un libro, è stato direttore editoriale di Formiche, consigliere politico, una persona perbene, molto garbata, un grande professionista», ha commentato anche Bruno Vespa fuori dalla camera ardente di Roberto Arditti.
(Italpress)
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