I dati del 2025
L’Istat: aumentano reddito e potere d’acquisto delle famiglie. FdI: «Rafforzato il tessuto economico e sociale italiano»
Ulteriore passo avanti del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie, nel 2025 aumentati rispettivamente del 2,4% e dello 0,9%. A certificarlo è l’Istat, in un report che evidenzia anche il miglioramento del rapporto deficit/Pil, sceso al 3,1%.
I dati Istat: aumentano reddito e potere d’acquisto delle famiglie
In termini assoluti il reddito disponibile delle famiglie, che già nel 2024 era cresciuto del 2,9%, nel 2025 è aumentato di 32,4 miliardi di euro. Per quanto riguarda invece il reddito primario l’aumento è stato di 47 miliardi di euro (+3,1%), con un apporto positivo generato dai redditi da lavoro dipendente (+33,1 miliardi di euro, +3,8%), dai redditi imputati per l’utilizzo delle abitazioni di proprietà (+6 miliardi di euro, +3,5%), dai redditi derivanti dall’attività imprenditoriale (+5,5 miliardi di euro, +1,5%) e dai redditi da capitale finanziario (+2,4 miliardi di euro, +3%).
Migliorano le prestazioni sociali
Migliorano anche le prestazioni sociali che hanno registrato un incremento del 3,3%, pari a +15,9 miliardi di euro (nel 2024: +5,3% pari a +24,4 miliardi di euro). La dinamica positiva delle prestazioni sociali, rileva il report dell’Istat sui Conti nazionali per settore istituzionale, è stata trainata dall’aumento delle pensioni e delle rendite erogate dagli enti di previdenza (+5,7 miliardi di euro rispetto all’anno precedente), dei sussidi per l’esclusione sociale (+4,9 miliardi di euro) e dei sussidi e assegni per la vecchiaia (+1,4 miliardi di euro).
Il rapporto deficit/Pil scende al 3,1%
Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil, l’Istat conferma le stime preliminari che indicavano per il 2025 un calo al 3,1% per il deficit sul Pil.
Salvitti: «Il governo Meloni sostiene famiglie e imprese»
«Due anni consecutivi di crescita del reddito e recupero del potere d’acquisto dimostrano che, mentre qualcuno invoca il disastro economico, il governo Meloni lavora per sostenere famiglie e imprese nel pieno di una crisi che dura danni», ha commentato il senatore di FdI, Giorgio Salvitti, sottolineando che «nel 2024 l’incremento degli stipendi è stato più sostenuto della crescita dell’inflazione; lo scorso anno, invece, gli interventi economico fiscali hanno messo gli italiani in condizione di poter aumentare i consumi di oltre due punti percentuali». «Questo – ha aggiunto – conferma che con il centrodestra c’è stato il più alto taglio delle tasse, un’attenzione alle retribuzioni e una stretta sulle imposte mai registrata prima».
Bellucci: «Meno persone a rischio povertà o esclusione sociale»
È stata poi il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, a sottolineare che «gli ultimi dati Istat offrono un segnale incoraggiante: nel 2025 diminuisce la quota di persone a rischio di povertà o esclusione sociale, che scende dal 23,1% del 2024 al 22,6%. Cresce anche il reddito medio delle famiglie, che raggiunge i 39.501 euro annui, e si riduce la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi». «Sono indicatori concreti che dimostrano come le scelte strategiche di politica economica e sociale del governo Meloni stiano producendo effetti reali nella vita delle persone», ha commentato, aggiungendo che è anche «da evidenziare il calo delle famiglie a bassa intensità lavorativa (da 9,2% a 8,2%), segno che gli interventi per il lavoro stanno funzionando e rafforzano inclusione e autonomia».
Nei numeri il rafforzamento del tessuto economico e sociale italiano
«I numeri – ha concluso Bellucci – ci dicono dunque che le politiche del governo Meloni, dal taglio del cuneo fiscale al sostegno ai redditi, passando per le misure in favore dell’occupazione, e il superamento del mero assistenzialismo stanno contribuendo a rafforzare il tessuto economico e sociale italiano. Il nostro impegno prosegue, con responsabilità e concretezza, per contrastare le disuguaglianze e garantire sempre più opportunità reali di inclusione e partecipazione».
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