La guerra al regime
L’Iran annuncia l’abbattimento di un caccia Usa: “Morto il pilota”. Trump lancia l’operazione “uranio”
Fake news o realtà? La guerra in Ira, come tutte le guerre, crea suggestioni e nasconde verità ma nel giorno in cui il presidente Usa Trump annuncia un piano per il sequestro dell’uranio iraniano (fondamentale per la realizzazione della bomba atomica) Teheran festeggia l’abbattimento di un caccia americano F-35 nel centro del Paese e sostiene che il pilota probabilmente non è sopravvissuto. Lo rende noto l’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News. Nel corso della guerra, gli iraniani hanno più volte rivendicato l’abbattimento di aerei americani, ma queste affermazioni sono state successivamente smentite.
In Iran Trump lancia il piano “uranio zero”
Trump ha un piano per sequestrare quasi 450 chilogrammi di uranio altamente arricchito in Iran, che prevede il trasporto aereo di attrezzature per lo scavo e la costruzione di una pista di atterraggio per aerei cargo in grado di trasportare il materiale radioattivo. Lo scrive il Washington Post, citando due fonti a conoscenza della questione, secondo cui il piano, nel quale sono evidenziati anche significativi rischi operativi, è stato illustrato al presidente la scorsa settimana, dopo che questi aveva richiesto una proposta. La richiesta di Trump di elaborare un piano, scrive il quotidiano Usa, dimostra il suo interesse a valutare una missione delle forze speciali insolitamente delicata e ad alto rischio. Limitare la capacità dell’Iran di costruire un’arma nucleare rimane uno degli obiettivi principali dell’amministrazione.
Le difficoltà dell’impresa
Ma il piano, secondo gli esperti, rappresenterebbe un’impresa enormemente difficile, di un tipo mai tentato prima in tempo di guerra. La missione richiederebbe il potenziale trasporto aereo di centinaia o migliaia di soldati e attrezzature pesanti per supportare lo scavo e il recupero di materiale radioattivo. Potrebbe richiedere settimane, secondo le stime di ex funzionari della difesa, e svolgersi sotto il fuoco nemico in profondità nel territorio iraniano.
“Operazione più complessa della storia, rischi enormi”
Funzionari dell’amministrazione hanno presentato all’Iran una proposta in 15 punti per porre fine alla guerra, chiedendo, tra le altre cose, che Teheran rinunci al suo uranio altamente arricchito, quello che Trump ha definito “polvere nucleare”. L’Iran ha respinto la proposta statunitense, sebbene nei negoziati appena prima dell’inizio della guerra avesse suggerito la possibilità di “diluire” il materiale arricchito a un livello inferiore. “Questa sarebbe una delle operazioni speciali più grandi e complesse della storia, se non la più grande in assoluto”, ha affermato Mick Mulroy, ex vice assistente del segretario alla Difesa ed ex ufficiale della Cia e dei marines. “Rappresenta un rischio enorme per le forze armate“.
Un ulteriore segnale dell’interesse di Trump nel perseguire un’operazione di questo tipo è stato l’invito rivolto sabato agli americani a seguire la trasmissione di Mark Levin, conduttore di Fox News e fervente sostenitore di Israele. Durante la puntata, Levin ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero schierare truppe di terra “specializzate” per impadronirsi delle scorte di uranio dell’Iran. “Perché avremmo bisogno di truppe sul terreno? Beh, ci sono molte ragioni, e non ne avremmo bisogno di 300.000. Il problema è l’uranio”, ha detto Levin.
Casa Bianca: “Trump non ha ancora deciso”
Trump, che in campagna elettorale aveva promesso di porre fine alle guerre, si trova ora ad affrontare la quinta settimana di un conflitto da lui stesso iniziato, condotto principalmente per via aerea in coordinamento con Israele. L’avvio di un’ambiziosa operazione di terra per impadronirsi dell’uranio comporterebbe il dispiegamento di commando e di numerose altre truppe e personale di supporto, introducendo un nuovo e significativo livello di rischio per le forze armate. “Il compito del Pentagono è quello di prepararsi per dare al Comandante in Capo la massima libertà di scelta. Ciò non significa che il Presidente abbia preso una decisione“, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in una risposta scritta alle domande sul piano.
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