Parla Zampolli
L’emissario di Trump “inguaia” Conte: “Lui e Donald amici”. E ringrazia la Meloni per la battaglia sul Fentanyl
Lo scoop di “Libero“, ieri, non era ingannevole: quella foto che immortalava il presidente del M5S Giuseppe Conte a cena con l’emissario di Donald Trump, l’imprenditore Paolo Zampolli, aveva come obiettivo quello di ricucire i rapporti tra il grillino, che in piazza e in tv fa il pacifista anti-americano, con il vecchio amico che lo chiamava “Giuseppi”. Oggi, sul quotidiano diretto da Mario Sechi, Conte scrive una lettera nella quale sostiene di non aver mai cambiato la linea sulla politica estera e di averlo detto anche a Zampolli. Il quale, però, riferisce di legami ben più stretti tra Conte e Trump, a dispetto di quanto cerca di ostentare oggi il leader grillino.
Trump, Conte e quella mediazione di Zampolli
“Giuseppe è un amico. È anche un amico del presidente Trump. La nostra è stata solo una colazione amichevole.Comunque anche il presidente Trump pensa che la guerra deve finire”. ha detto l’imprenditore Paolo Zampolli, amico di Donald Trump e inviato speciale del presidente Usa per le partnership globali, in un’intervista al Corriere della Sera, raccontando di un incontro con l’ex premier e leader del M5S. Sulla segretaria del Pd Elly Schlein, Zampolli ha detto: “Non la conosco, non so chi sia”. Nell’intervista l’imprenditore ha anche ringraziato Giorgia Meloni per aver fatto introdurre il fentanyl nell’agenda del G7. “Dal 2017 mi batto per far dichiarare il fentanyl arma di distruzione di massa”, ha spiegato. E ha poi sottolineato come non sia stato lui a convincere Trump a intraprendere la guerra contro questa droga. “È una cosa che aveva già deciso con la signora Melania”, ha concluso.
Poi, in un’altra intervista a Libero, Zampolli ha aggiunto altri dettagli. “Ho incontrato Conte come amico, lo conosco da tanto tempo, è stata una colazione tra due persone che si conoscono, si è parlato di questo e di quello. Gli ho chiesto se aveva sentito o no il mio presidente. Mi ha risposto ‘No, non lo sento, però per favore salutamelo‘. Gli ho detto: ‘Certo, te lo saluterò, perché so che siete amici e vi conoscete da tanto tempo’. Poi abbiamo parlato anche di altre cose… Ci sono state due battute sulla guerra. Ovviamente il mio presidente è il presidente della pace, ha già fatto finire otto guerre nel mondo, anche lei sa quali sono. Il mio presidente spera che questa guerra finisca il prima possibile e sarà lui a decidere come finirà”.
A “Libero” Conte ha riferito di aver incaricato Zampolli di riferire al presidente Trump che da parte sua considera questi attacchi all’Iran “completamente contrari al diritto internazionale, per cui vanno fermamente condannati”. Zampolli, però, non ricorda… “”Non ho fatto molto caso a queste cose, non ho sentito il suo statement su questa cosa qui. Il presidente Conte era ed è contrario alla guerra e l’ha detto… Non siamo entrati in nessun dettaglio. La colazione non era stata fatta per parlare delle guerre”.