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Indovina chi viene a pranzo da Conte? L’emissario di Trump. Centrodestra all’attacco: “Fa il doppio il gioco”

Tana per Giuseppi

Indovina chi viene a pranzo da Conte? L’emissario di Trump. Centrodestra all’attacco: “Fa il doppio il gioco”

Politica - di Carlo Marini - 1 Aprile 2026 alle 11:23

Fratelli d’Italia e Forza Italia all’attacco di Giuseppe Conte, dopo la notizia rivelata la ‘Libero‘ di un suo incontro con l’imprenditore Paolo Zamponi, che sarebbe vicino al presidente Usa Donald Trump. Ad accendere la miccia il capogruppo Fdi, Galeazzo Bignami, che chiede un’informativa del ministro della Difesa, Guido Crosetto, per sapere se “dai presidenti del Consiglio precedenti, e non farò il nome di Giuseppe Conte perché parlar male degli assenti non va bene, sono stati disattesi gli accordi del ’54 sull’uso delle basi militari nei rapporti con l’Italia”.

“Conte il principe del trasformismo”

“Assistiamo ad un doppio standard- aggiunge Bignami- si va in piazza a manifestare contro il Governo degli Stati Uniti, contro Trump e contro gli Usa insieme ai pro-Pal che sfasciano le vetrine, aggrediscono le Forze dell’Ordine e poi si va a pranzo, come è accaduto ieri, quando il signor Conte è andato con l’emissario speciale del presidente Trump, ovviamente chiuso in una stanza come è suo solito quando firmava i Dpcm in cui blindava milioni di italiani in casa”.

Alla richiesta di Bignami si è associata anche Deborah Bergamini, responsabile Esteri di Forza Italia. “Vorrei sapere qual è l’idea di politica estera del Movimento 5 stelle. Mi chiedo come si possano conciliare l’antiamericanismo di facciata, il pacifismo teorico, gli attacchi violenti e volgari all’operato del Governo italiano e alla sua alleanza con gli Stati Uniti d’America, che ha garantito a tutti noi la pace e la sicurezza per ottant’anni, con incontri al tavolo di qualche ristorante con persone che sono persone di fiducia, e vorrei dire anche emissari politici, di quel Presidente degli Stati Uniti. Il Movimento 5 stelle quello che dice qui in Aula lo dice perché lo pensa o perchè fa comodo dirlo e poi ci muoviamo nelle sale dei ristoranti e si dicono e si fanno altre cose? Se il Movimento 5 stelle -ha concluso Bergamini- ritiene Trump una persona di fiducia e un importante alleato del nostro Paese non si limiti a farlo soltanto seduti a un tavolino dietro un piatto di pastasciutta”. 

La replica sdegnata di Conte: sul mio pranzo con l’emissario di Trump accuse offensive

“L’incontro con Paolo Zampolli non ha avuto alcuna aura di segretezza”. Questa la replica del leader del M5s, Giuseppe Conte, in una risposta pubblica al direttore di “Libero“, Mario Sechi, dopo un editoriale sul colloquio con l’imprenditore. Conte sostiene che l’incontro è avvenuto “su richiesta formale” di Paolo Zampolli, presentatosi come “inviato speciale del presidente Donald Trump”, e si è svolto “in un ristorante del centro di Roma”.

Nel merito, il leader M5s rivendica “massima chiarezza” sulle posizioni espresse: “Ho incaricato Zampolli di riferire a Trump che considero gli attacchi all’Iran contrari al diritto internazionale e che non potranno mai avere il sostegno dell’Italia”. Conte aggiunge di essersi detto contrario anche all’utilizzo delle basi italiane per operazioni legate al conflitto e di ritenere la guerra “un completo fallimento” da fermare immediatamente. Infine, attacca il quotidiano: “Accuse offensive e insinuazioni scorrette”, sostenendo che un’informazione corretta avrebbe evitato “di scrivere sciocchezze”.

Nevi: da Conte doppio gioco evidente

Una contraddizione evidenziata anche da Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia. “Non esiste alcuna crisi con gli Stati Uniti – ha premesso Nevi intervendo a Restart su Rai3 – L’Italia mantiene rapporti solidi con i propri alleati, ma lo fa da Paese sovrano, con la schiena dritta e nel rispetto delle proprie prerogative. Tutto è avvenuto alla luce del sole, con una posizione espressa chiaramente anche in Parlamento. Colpisce invece l’atteggiamento di Giuseppe Conte, che da un lato attacca il governo e demonizza il rapporto con gli Stati Uniti, dall’altro incontra esponenti dell’amministrazione americana. Un doppio gioco evidente, che dimostra l’incoerenza di chi predica una linea e ne pratica un’altra”.

 

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di Carlo Marini - 1 Aprile 2026