Il libro
Il Risorgimento come “battaglia delle idee”: riscoprire la visione di Passerin d’Entrèves
Arriva in libreria il saggio "Ideologie del Risorgimento", troppo a lungo rimasto nella solo disponibilità di studiosi e specialisti. Con un avviso ai naviganti di Alessandro Campi: attenzione al titolo, il volume racconta molto di più
Un testo fondamentale, che però è rimasto per troppo tempo nella sola disponibilità di studiosi e specialisti. E che ora ritorna al grande pubblico per iniziativa dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano diretto da Alessandro Campi, professore ordinario di Storia delle dottrine politiche nell’Università di Perugia. Ideologie del Risorgimento di Ettore Passerin d’Entrèves – pubblicato per la prima volta nel 1969 come ampio capitolo della Storia della letteratura italiana diretta da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno – viene oggi riproposto in forma autonoma, restituendo centralità a uno dei contributi più originali sulla cultura politica dell’Ottocento italiano.
Il Risorgimento visto da Passerin d’Entrèves
Passerin d’Entrèves (1914-1990) è stato uno dei maggiori storici italiani del Novecento, nonché membro attivo della Resistenza e sostenitore dell’italianità della Valle d’Aosta in una fase storica delicata. Studioso del Risorgimento e delle sue figure chiave – da Balbo a Cavour, da Gioberti a Mazzini – ha sviluppato una lettura non convenzionale del processo unitario, sottraendolo tanto alle interpretazioni deterministiche quanto a quelle meramente politico-diplomatiche. Al centro della riflessione di Passerin d’Entrèves vi è il nesso tra dimensione religiosa e costruzione politica, con particolare attenzione al ruolo del cattolicesimo liberale e alle tensioni spirituali che attraversano l’Ottocento europeo.
«Quello dello storico valdostano – scrive Campi – era un modo di raccontare la storia, senza ovviamente rinunciare a spiegarla e interpretarla sulla base di un’analisi rigorosa delle fonti e dei documenti d’archivio, che ha profondamente segnato la storiografia italiana per decenni, sino a definire uno stile saggistico a dir poco peculiare. Per farsene un’idea, basterebbe rileggere qualche pagina di Croce, Omodeo, Volpe, Chabod o Cantimori. Uno stile che oggi, ahimè, sembra essersi definitivamente perso e del quale Passerin è stato una delle ultime espressioni».
“Ideologie del Risorgimento”, un saggio che va oltre il titolo
Il volume si concentra su un arco cronologico circoscritto – dal periodo rivoluzionario al 1848 e al mazzinianesimo – ma densissimo sul piano intellettuale. Ne emerge un Risorgimento «breve» ma intenso, nel quale le ideologie non sono sistemi chiusi, bensì correnti plurali e spesso confliggenti. «Il titolo – scrive ancora Campi – può risultare fuorviante, dal momento che Passerin d’Entrèves in questo studio parla più che delle ideologie nel senso convenzionale del termine delle “molteplici e contrastanti correnti culturali circolate in Italia nel corso di un’epoca ch’era fatta risalire alla crisi del riformismo settecentesco. Si trattava dunque più di una storia di ambienti, di atmosfere, di “battaglia delle idee” che di ideologie in senso proprio».
Proprio per la sua originaria collocazione editoriale, il testo era rimasto finora poco accessibile. La scelta dell’Istituto mira, dunque, a riportare all’attenzione dei lettori uno storico originale e a rilanciarne l’eredità. Ne emerge un invito a rileggere il Risorgimento in chiave patriottica: cogliendone la complessità ideale e spirituale e andando oltre schemi interpretativi ormai troppo rigidi.
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